Desideriamo ricordare gli ottantacinque anni di Craxi che oggi avrebbe compiuto se non fosse stato fatto morire ancora giovane, a sessantasei, con l’attualità degli 85 anni odierni.
Ebbe modo di esprimersi in anticipo, come su quasi tutto, circa l’Europa a guida Franco-Tedesca già nel 1984, trentacinque anni prima del Trattato del 22 gennaio di quest’anno.
Ebbene, la parte politicamente più importante del trattato franco tedesco non è quella commerciale, ma quella militare e in particolare la prospettiva di un’autonomia dalla Nato. Non l’euro ha garantito la pace in Europa, ma – dopo nazismo e comunismo – la Nato. Forse non è sufficientemente chiaro che la Nuova frontiera di JFK era la Nato ad est, argine al comunismo. Ora Spada e Moneta sono in un paio di mani. Molte convinzioni vanno riviste. Sicuramente è un addio alle idee “à la Spinelì”. Un’Europa piramidale (Spinelli, appunto) non ha funzionato. Un’europa orizzontale (Albert Camus) non c’è mai stata. Forse è realistica una Europa Confederale. Non credo ci sia da ridere nel pensare che l’unica via d’uscita per una coesione europea sia la Confederazione. Come in Svizzera. Maga-Cantoni. Del resto secondo i propostici dell’istituto Cattaneo sul voto di maggio 2019, l’Europa ha quattro colori per quattro grandi aree, risultato elettorale post-crisi economico-sociale
Già nel 1984, dunque, Bettino Craxi aveva annusato l’aria che si tirava con la prevista sequela post-unificazione tedesca che si intrecciava con il futuro trattato di Maastricht, in via di preparazione: “…A volte la Germania sembra lavorare per indebolire l’ Europa. L’asse franco-tedesco – diceva – è un grave errore. Sarò pacato, ma sono abituato a chiamare gatto il gatto. Kohl si muove a piccoli passi, con cose dette e non dette. Esca allo scoperto perchè, l’ Italia, la sua macchina economica, si è agganciata alla ripresa internazionale, e questo sembra dar fastidio ai tedeschi. Il nostro governo non può tollerare il lavorio, il tramestio, il manovrìo. Se chi lavora nell’ombra non uscirà allo scoperto saranno dunque i socialisti a denunciare il pericoloso duopolio che danneggia e danneggerà in futuro il resto d’Europa. Il recente accordo tra Francia e Germania mette a rischio gli intenti e il benessere di tutti, in favore di una SuperNazione nel cuore del continente. Pensare ad un’ Europa costruita su un asse franco-tedesco sarebbe un grave errore e provocherebbe reazione, disaffezione, e alla fine distacco dalle altre nazioni”.
Per conoscenza di tutti riportiamo il primo articolo del Capitolo 2 (Articolo 3 del Trattato) che stabilisce una completa integrazione militare tra i due Paesi in una prospettiva di rafforzamento dell’autonomia militare della UE. Ovviamente bla bla, per dare una mano alla Nato, ecc,ecc.
“Les deux États approfondissent leur coopération en matière de politique étrangère, de défense, de sécurité extérieure et intérieure et de dévelopement…
“ I due stati approfondiscono la loro cooperazione in materia di politica estera, di difesa, di sicurezza esterna e interna e di sviluppo, adoperandosi nel contempo per rafforzare la capacità d’azione autonoma dell’Europa. Essi si consultano al fine di definire posizioni comuni su qualsiasi decisione importante riguardante i loro interessi comuni e di agire congiuntamente in tutti i casi in cui ciò sia possibile “.
(Qui infine il teso integrale del Trattato:
https://www.latribune.fr/…/le-nouveau-traite-franco-alleman…)
Gli Arcani della Storia sono sempre tre: La Spada, La Moneta , Il Sacerdote (la suggestione è da Elias Canetti).
Difficilmente accade che il trio sia unito. Piuttosto accade che in due si alleino contro il terzo, a rotazione.
Ora capita all’Europa che dal 22 gennaio 2019, la Spada e la Moneta sono alleati contro lo Spirito europeo, l’unico autentico Sacerdote europeo: il Popolo Europeo.
Il vecchio parlare socialista direbbe: “I Popoli europei saranno chiamati a servire con la Spada chi possiede le maggior fortuna della Moneta”.
Un linguaggio “massimalista”? No. Così parlava Turati. Così ha parlato Craxi.
Stefano Carluccio (Direttore Critica Sociale)

Lascia un commento