• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Se Craxi oggi e l’Europa franco-tedesca

Nato 85 anni fa morì giovanissimo ad appena 66 anni. Ebbe modo di esprimersi in anticipo, come su quasi tutto, circa l’Europa a guida Franco-Tedesca già nel 1984.

di Stefano Carluccio | 25 Febbraio 2019

Desideriamo ricordare gli ottantacinque anni di Craxi che oggi avrebbe compiuto se non fosse stato fatto morire ancora giovane, a sessantasei, con l’attualità degli 85 anni odierni.

Ebbe modo di esprimersi in anticipo, come su quasi tutto, circa l’Europa a guida Franco-Tedesca già nel 1984, trentacinque anni prima del Trattato del 22 gennaio di quest’anno.
Ebbene, la parte politicamente più importante del trattato franco tedesco non è quella commerciale, ma quella militare e in particolare la prospettiva di un’autonomia dalla Nato. Non l’euro ha garantito la pace in Europa, ma – dopo nazismo e comunismo – la Nato. Forse non è sufficientemente chiaro che la Nuova frontiera di JFK era la Nato ad est, argine al comunismo. Ora Spada e Moneta sono in un paio di mani. Molte convinzioni vanno riviste. Sicuramente è un addio alle idee “à la Spinelì”. Un’Europa piramidale (Spinelli, appunto) non ha funzionato. Un’europa orizzontale (Albert Camus) non c’è mai stata. Forse è realistica una Europa Confederale. Non credo ci sia da ridere nel pensare che l’unica via d’uscita per una coesione europea sia la Confederazione. Come in Svizzera. Maga-Cantoni. Del resto secondo i propostici dell’istituto Cattaneo sul voto di maggio 2019, l’Europa ha quattro colori per quattro grandi aree, risultato elettorale post-crisi economico-sociale
Già nel 1984, dunque, Bettino Craxi aveva annusato l’aria che si tirava con la prevista sequela post-unificazione tedesca che si intrecciava con il futuro trattato di Maastricht, in via di preparazione: “…A volte la Germania sembra lavorare per indebolire l’ Europa. L’asse franco-tedesco – diceva – è un grave errore. Sarò pacato, ma sono abituato a chiamare gatto il gatto. Kohl si muove a piccoli passi, con cose dette e non dette. Esca allo scoperto perchè, l’ Italia, la sua macchina economica, si è agganciata alla ripresa internazionale, e questo sembra dar fastidio ai tedeschi. Il nostro governo non può tollerare il lavorio, il tramestio, il manovrìo. Se chi lavora nell’ombra non uscirà allo scoperto saranno dunque i socialisti a denunciare il pericoloso duopolio che danneggia e danneggerà in futuro il resto d’Europa. Il recente accordo tra Francia e Germania mette a rischio gli intenti e il benessere di tutti, in favore di una SuperNazione nel cuore del continente. Pensare ad un’ Europa costruita su un asse franco-tedesco sarebbe un grave errore e provocherebbe reazione, disaffezione, e alla fine distacco dalle altre nazioni”.
Per conoscenza di tutti riportiamo il primo articolo del Capitolo 2 (Articolo 3 del Trattato) che stabilisce una completa integrazione militare tra i due Paesi in una prospettiva di rafforzamento dell’autonomia militare della UE. Ovviamente bla bla, per dare una mano alla Nato, ecc,ecc.
“Les deux États approfondissent leur coopération en matière de politique étrangère, de défense, de sécurité extérieure et intérieure et de dévelopement…
“ I due stati approfondiscono la loro cooperazione in materia di politica estera, di difesa, di sicurezza esterna e interna e di sviluppo, adoperandosi nel contempo per rafforzare la capacità d’azione autonoma dell’Europa. Essi si consultano al fine di definire posizioni comuni su qualsiasi decisione importante riguardante i loro interessi comuni e di agire congiuntamente in tutti i casi in cui ciò sia possibile “.
(Qui infine il teso integrale del Trattato:
https://www.latribune.fr/…/le-nouveau-traite-franco-alleman…)

Gli Arcani della Storia sono sempre tre: La Spada, La Moneta , Il Sacerdote (la suggestione è da Elias Canetti).
Difficilmente accade che il trio sia unito. Piuttosto accade che in due si alleino contro il terzo, a rotazione.
Ora capita all’Europa che dal 22 gennaio 2019, la Spada e la Moneta sono alleati contro lo Spirito europeo, l’unico autentico Sacerdote europeo: il Popolo Europeo.

Il vecchio parlare socialista direbbe: “I Popoli europei saranno chiamati a servire con la Spada chi possiede le maggior fortuna della Moneta”.
Un linguaggio “massimalista”? No. Così parlava Turati. Così ha parlato Craxi.

 

Stefano Carluccio     (Direttore Critica Sociale)

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, bettino craxi, comunismo, craxi, crisi, critica sociale, euro, europa, francia, futuro, germania, governo, integrazione, italia, la germania, nato, socialisti, sviluppo

Info Stefano Carluccio

Direttore di Critica Sociale

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti