La temperatura si alza, troppo CO2, e i ghiacciai si sciolgono. E il clima diventa un problema politico che i politici sembrano accantonare. Intanto gli oceani si alzano. Il mare a Lucca?
Anno della Terra, settimana di celebrazioni, soliti stanchi riti e la notizia viene dal mare. Un conto è dirlo in un’aula universitaria e un conto è immaginarlo nella realtà. Studi di molti geologi pubblicati Science dicono che mari e oceano si alzeranno di 5 metri, centimetro più centimetro meno, per effetto del cambiamento climatico. Se 5 metri vi sembran pochi?
La temperatura si alza, troppo CO2, e i ghiacciai si sciolgono. Si va a Parigi a celebrare l’ennesimo congresso mondiale sul clima mentre il clima stesso celebra la sua rivincita sui disastri del mondo. Ricercatori come il paleo-climatologo Peter Clark o il geologo Anders Carlson ci dicono che è ovviamente solo questione di tempo, centinaia di anni o solo decine di anni ma questa evoluzione è , sarebbe, inevitabile. E’ o sarebbe? Questo il problema. Se cinque metri vi sembran pochi?
Esempio maltempo. Nel cambiamento climatico ci sono anche le bombe d’acqua di cui ci occupiamo praticamente tutto l’anno. Dopo i disastri di Lazio e Abruzzo, la calamità è arrivata nel Sannio, provincia di Benevento, zona delicata, e pensate il destino: uno dei quartieri del capoluogo sannita più colpito si chiama Pantano. Fate voi! E il clima diventa un problema politico che i politici sembrano accantonare.
Se cinque metri di innalzamento di mare e oceani vi sembran pochi fate un po’ di proiezioni. Cosa e quanto sono cinque metri? Cosa succede non solo a Miami ma al nostro bagno che frequentiamo a Riccione o a Santa Maria di Leuca?
Cosa succederà se non si fa niente? Cosa si può fare per invertire la tendenza? Il far qualcosasostanzialmente sarebbe bloccare il CO2 ai livelli attuali. Già evitare di far alzare per i prossimi 100 anni il livello di anidride carbonica potrebbe rallentare l’aumento delle temperature quindi che i ghiacciai vadano in acqua. Ma anche in questa ipotesi migliore l’innalzamento sarebbe, calcolano, di 3 metri. E anche qui se tre metri vi sembran pochi. La storia.
Un nuovo studio pubblicato proprio sulla rivista Science riassume tre decenni di ricerca sugli effetti storici della fusione delle calotte polari. L’analisi Questa dice che il livello dei mari e degli oceani è stato più alto di almeno sei metri rispetto ai livelli attuali in varie occasioni durante gli ultimi tre milioni di anni. Insomma ci sono dei precedenti. L’aspetto allarmante è che la fusione dei ghiacci fu causato da un aumento di soli 1-2°C delle temperature medie globali.
Anders Carlson, geologo dell’Università dell’Oregon e uno degli autori dello studio lo dice chiaro: I livelli di biossido di carbonio atmosferico sono oggi equivalenti alle quantità registrate circa tre milioni di anni fa, quando il livello dei mari era di almeno 6 metri più alto.”Alcuni elementi ci suggeriscono che i cambiamenti stanno iniziando a verificarsi”. Fate voi. Questione di qualche decennio e avremo i bagni di mare a Lucca? Che fine faranno le isole e gli atolli? Dove sarà Lampedusa? E cosa rimarrà dell’Elba?
Peter Clark, paleo-climatologo, ci mette l’asso di briscola e precisa che “poiché i livelli di CO2 sono paragonabili a quelli di 3 milioni di anni fa stiamo già osservando un certo innalzamento del livello di mari e oceani. L’aspetto inquietante è che i livelli di CO2 stanno continuando a salire, il che vuol dire che ci stiamo addentrando in un territorio sconosciuto”, ha proseguito Clark. “Quello che non sappiamo è quanto tempo occorrerà affinché si manifestino gli effetti della fusione dei ghiacci. Secoli o migliaia di anni?
Che fine faranno le città di costa. Evitiamo riferimenti italici per questione di gusto moderno ma pensate ai 5 metri di innalzamento ipotetico e al fatto che gran parte della Florida è sotto i 5 metri e che Miami sta ad una quota di appena “sei piedi”. Celebriamo la Terra facendo qualcosa anche per i mari.
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