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Il Grande Fratello vi guarda

Stiamo progressivamente rinunciando alla libertà. La previsione di Orwell si è avverata. La società è come un Grande Fratello che tiene tutti sotto controllo per vedere se i comportamenti dei singoli sono “corretti”. Il caso del limite ai contanti.
di Giancarlo Magni

di Giancarlo Magni | 25 Ottobre 2015

Stiamo progressivamente rinunciando alla libertà. La previsione di Orwell si è avverata. La società è come un Grande Fratello che tiene tutti sotto controllo per vedere se i comportamenti dei singoli sono “corretti”. Il caso del limite ai contanti.

Ha suscitato molte critiche la misura decisa dal Governo di alzare a 3000 euro il limite per l’ uso del denaro contante. Così facendo, è l’argomentazione di chi si oppone, non si fa altro che agevolare l’evasione fiscale e il riciclaggio. A prima vista la tesi può sembrare giusta ma se ci si ferma un attimo a riflettere si capisce subito, almeno per chi si pone in un’ottica liberale, che non è così. Intanto, sul piano pratico, è ampiamente dimostrato che qualsiasi limite, questo od un altro, all’uso del contante non ottiene gli scopi desiderati. Può creare al massimo qualche piccola difficoltà ma chi vuole davvero pagare al nero, evadere o riciclare ha a disposizione tantissimi mezzi per farlo. Sul piano teorico poi i problemi sono ancora maggiori. La misura, con la scusa di impedire comportamenti socialmente riprovevoli, ci abitua ad una pesantissima riduzione della libertà individuale. In pratica lo Stato punta a monitorare e a controllare tutta la vita economica del singolo. Si invoca la trasparenza dei comportamenti dicendo che chi non ha niente da nascondere non può dolersi di una simile misura restrittiva ma trasparenza per trasparenza perché non controllare la posta o mettere i telefoni sotto controllo? Anche queste sarebbero misure che, forse anche più efficacemente, potrebbero contrastare riciclaggio e criminalità. Bisogna avere il coraggio di dire che la trasparenza in un contesto liberale non è un valore. Lo è, al contrario, il diritto alla privacy e alla segretezza. E questo vale sia nella sfera della comunicazione personale, posta e telefoni, che in quella economica. La libertà è unica non a comparti. Se se ne intacca una parte si finisce per intaccarla tutta.

E’ quello che piano piano sta già avvenendo. Si è iniziato dalla sfera economica perché è il settore che, attraverso le tasse, finanzia l’attività dello Stato. Ma ci si sta estendendo. Con la tesi del contrasto alla criminalità o della ricerca dei reati la magistratura mette sotto controllo tantissime utenze telefoniche. L’opinione pubblica, preoccupata dal diffondersi della criminalità, non reagisce. E ancora una volta si invoca la trasparenza. Solo che poi si diffondono le trascrizioni delle conversazioni anche quando non si trovano i reati che si cercavano. La libertà dei singoli si assottiglia fino a scomparire del tutto. La previsione di Orwell si è avverata. La società è come un Grande Fratello. Siamo ripresi dalle telecamere quando passeggiamo in città, siamo monitorati nei nostri spostamenti dalle celle telefoniche dei telefonini, siamo controllati nelle spese che facciamo, siamo intercettati quando parliamo al telefono. I fini che si perseguono, far pagare a tutti le tasse oppure tenere sotto controllo il territorio o contrastare la criminalità, non giustificano i mezzi che vengono usati. La società sta prevalendo sui singoli. Non sono più i singoli che danno vita ad una società ma è la società che, per proteggere se stessa come se fosse un soggetto a parte, tende ad annullare le singole individualità. Il Grande Fratello guarda tutti con sospetto e tiene tutti sotto controllo per vedere se i comportamenti individuali sono “corretti” dal punto di vista sociale. Ma la presunzione di innocenza è un principio irrinunciabile. Ci stiamo abituando alla presunzione di colpevolezza. Se andiamo avanti di questo passo arriveremo al punto che, se chiamato in causa, dovrà essere il cittadino a dimostrare la sua innocenza e non lo Stato a provare la sua colpevolezza.

E’ giusto colpire chi evade e chi delinque ma non lo si può fare portando allo scoperto i comportamenti di tutti per poi trovare nel mazzo quelli contrari alla legge.

Il caso dei contati è un piccolo esempio ma sintomatico. Allora diciamolo forte. Non è sbagliato mettere il limite a 3000 invece che a 1000 euro, è sbagliata l’idea stessa del limite. La libertà vale anche un pagamento al nero.

Pubblicato in : Primo pianoTag: disposizione, euro, fini, governo, magistratura, misure, punto di vista, riciclaggio, tasse, tutta la vita, uso del denaro

Info Giancarlo Magni

Giancarlo Magni, giornalista professionista, ha seguito per anni, a Roma, la vita politico-parlamentare. Ha lavorato nella carta stampata, nelle radio e nelle TV. Ha collaborato con la Nuova Eri e con il RadioCorriere. In Rai, e’ stato prima alla redazione del TGR della Liguria e poi al TGR della Toscana, dove ha ricoperto la carica di Vice Capo Redattore. Attualmente è VicePresidente del Comitato Regionale per le Comunicazioni della Regione Toscana. Fa parte del Comitato Direttivo della Fondazione “F. Turati”, una Onlus che opera in Toscana, Lazio e Puglia e che gestisce Centri di Riabilitazione, Rsa, Centri per disabili e strutture per persone in stato vegetativo permanente e per malati di Alzheimer.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Enrico Martelloni

    25 Ottobre 2015 alle 17:31

    Che cosa centra essere liberali con il pagare le tasse? Forse negli USA sono una dittatura comunista e illiberale? Al contrario negli USA sei un uomo libero e liberale perché paghi le tasse. In Italia, che non ha solide basi in genere, mettere un limite al contante frena il drenaggio di denaro sporco, o fatto a nero e quello che quotidianamente esce dal nostro paese verso la Cina attraverso bonifici bancari, tanto per fare un esempio. Un altro esempio è la conseguente evasione fiscale di questo possibile provvedimento che tra IVA e IRPEF è un botto incredibile. Il mondo liberale usa le carte di credito e i bancomat in tutto il mondo e soprattutto in quel mondo.

    Rispondi
  2. valerio giannellni

    24 Ottobre 2015 alle 23:00

    di questo passo arriveremo??

    Rispondi

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