La battaglia, quella vera, non è più contro il leader del Pdl ma è tutta interna alla sinistra: trattasi della gara a chi si deve aggiudicare la vittoria, lo scalpo, la testa di Silvio che rotola.

Perché ai barocchi tentativi della difesa berlusconiana giocati in punta di diritto e sul filo dell’equilibrista, nel Pd si risponde all’ unisono, da Epifani a Renzi, come se si trattasse di un coro di giustizialisti giacobini italioti che agiscono nello spirito del 1993 ma non del 1789?
Perché persino Matteino, che come un Pierino bastian contrario aveva sempre denunciato l’ antiberlusconismo militante ed imperante a sinistra e sostenuto che il Cav. si doveva battere in modo politically correct, ovvero non a suon di sentenze e di Cassazioni, adesso anche lui s’ infuria e sbraita in nome della giustizia uguale per tutti e, dunque, giù la ghigliottina alle prime luci dell’alba e che la decadenza faccia il suo corso?
Non è che bisogna essere scienziati della politica per capirlo: la battaglia, quella vera, non è più contro il leader del Pdl (la cui sorte legale, mese prima mese dopo, è bella e segnata, amen) ma è tutta interna alla sinistra: trattasi della gara a chi si deve aggiudicare la vittoria, lo scalpo, la testa di Silvio che rotola. Lì, infatti, si sta giocando la vera partita, che in verità è un incontro di thai boxe all’ultimo sangue: perché il premio in gettoni d’oro e poltrone, che si riscuoterà alle prossime e sempre più vicine elezioni, se lo porta a casa chi assesta il colpo di grazia.
Guai se qualcuno all’ interno del Pd si dovesse mostrare titubante o peggio ancora accomondante. Avete visto cosa è successo al povero Violante? Insulti, sputi, lanci di bottigliette d’acqua, come a dire: stai zitto o le prossime saranno moltov vecchio stile.
Guai se la corazzata Potempkin del Pci-Ds-Pd non partecipasse al verdetto finale esprimendosi all’ unanimità per la decapitazione del Cavaliere.
Cosa farebbe la famosa base degli elettori, quelli che ancora affollano i festival sudoriferi di fine estate e che un tempo si riunivano in gioiose macchine da guerra ed allegri girotondi gridando sempre gli stessi slogan, cioè uno solo: a morte Silvio?
E’ ovvio, c’est facile: se ne andrebbero in massa ancora più a sinistra, in braccio a colui, Grillo, che il tiranno l’ha combattuto fino all’ ultimo e senza mai concedergli tregua, anche quando era già stato condannato da sentenze multiple e, probabilmente, persino dall’ unica corte veramente imparziale che si chiama Storia.
In conclusione, la pacificazione ( e con essa la stabilità) è andata a farsi friggere, nonostante i continui richiami di Napolitano il sognatore, il rialzarsi repentino dello spread e le previsioni funeree di crescita per l’ anno a venire. Ha ragione Pansa quando scrive, nel suo ultimo libro, che la guerra civile in Italia è iniziata nel ’48 e non è ancora finita.
Sicuramente non finirà nelle prossime settimane: c’è il congresso del Pd alle porte, il centrodestra presto sarà allo sbando come l’ esercito italiano il giorno dopo l’armistizio dell’ 8 settembre, Renzi da rottamatore liberaldemocratico è tornato vero uomo di sinistra e riciclatore, Letta prima o poi cadrà come Cesare sotto i fendenti degli amici e compagni di partito, in molti saliranno sul carro del vincitore e, finalmente, tutti insieme ci getteremo nel lavacro di nuove e libere elezioni. Praticamente, siamo già entrati in guerra: contro noi stessi.

Se Chiara, è ovvio che le elezioni non ci saranno nell’immediato! Quanto alle mie informazioni le trovo quotidianamente su diverse trasmissioni tv, l’ultima stasera a “Ballaro'”, La maggioranza degli italiani(mi pare il 59%) auspica che il governo resti in carica per almeno piu’ di un anno, e ancora, in caso di duello secco tra Letta e Renzi, il primo è accreditato del 41% contro il 39% a Renzi.
Paolo, se ci fossero elezioni oggi il cdx perderebbe, per questo Berlusconi ha rinunciato a far cadere il governo.
Evidentemente Paola ha informazioni riservate (e certezze) a cui noi comuni cittadini non abbiamo accesso
Evidentemente Chiara…
Chiara, sondaggi in diretta su Rai 3, il governo è voluto dalla stragrande maggioranza degli italiani, i due schieramenti sono alla pari, al 33%, con un guadagno del PDL del 4,5%.
Renzi è in testa come preferenze, ma non è presidente del consiglio, ne capo di una Partito. Se ci fossero le elezioni oggi, il governo possibile sarebbe lo stesso, ci vorrebbe un cambio di rotta come fu in Germania, per fare le cose che i due schieramenti da soli non possono fare,e non per bloccarsi gli uni con gli altri. Renzi non cambierà la situazione, anzi, è pure possibile che se ci fossero nuove elezioni il centro destra potrebbe avanzare il centro sinistra.
Con queste cifre, bisognerebbe continuare senza elezioni, ma come ho detto, cambiare la mentalità, da coalizione forzata, a coalizione virtuosa.
Errata corrige: in tutti i sondaggi
Permettimi di farti notare due cose, per amore di cronaca: 1) In tutti isindagfi, compresi quelli in mano al Pdl, come puoi leggere nelle cronache politiche di oggi che li indicano come il principale motivo della marcia indietro di Berlusconi, Renzi è talmente avanti al caro Slvio (pressappoco 52 a 18) da non avere alcuna necessità di volerlo abbattere per via giudiziaria, anzi, potrebbe stravincere e sre più bella figura. 2) si è garantisti per tutti e tre i gradi di giudizio. Io lo sono, Renzi lo è coerentemente stato. Poi, una condanna definitiva, è una condanna definitiva. Se vuoi chiamarla Andrea, fallo, ma il sensi resta quello. E il garantismo non c’entra nulla. La legge Severino l’hanno votata ed anche con gradi lodi quelli del Pdl, se non capiscono quello che votano è un problema loro. E qui l’antiberlusconismo non c’entra nulla, vediamo di uscirne invece di entrare a piè pari nell’antirenzismo.