Si preannuncia agitato il congresso nazionale del PLI convocato per il 20-21 e 22 febbraio prossimi. Contro il segretario Stefano De Luca si agita una fronda che si propone di fare del partito che ha per simbolo il tricolore l’ultima scialuppa per raggiungere il PDL che, non si sa ancora quando, dovrebbe salpare dopo aver accolto a bordo i militanti di Forza Italia, di AN e di altre piccole componenti cattoliche e laiche. Tra i promotori di questa fronda, Arturo Diaconale, direttore de L’Opinione, Marco Taradash e Gionata Pacor. La “missione” che gli oppositori dell’attuale segretario liberale intendono affidare al partito è quella di “ colmare il deficit di liberalismo che affligge il centrodestra”. A questo scopo sono state programmate tre riunioni prima della data congressuale:
– a Milano sabato 24 gennaio, alle ore 14.30 in Via Giovanni da Udine 34.
– a Roma domenica 25 gennaio, alle ore 14.30 presso la sede dell’Opinione, Via del Corso 117
– a Vibo Valentia domenica 1 febbraio. Orario e luogo da definire.
In queste riunioni si discuterà della urgenza di dotare il PLI di “una struttura interna realmente democratica con l’adozione del meccanismo delle primarie, sulla scorta delle esperienze anglosassoni in cui quel meccanismo è da tempo consolidato ed unanimemente apprezzato.
Diversa la strategia del segretario uscente De Luca, orientato piuttosto a favorire la nascita di un grande Centro. A questo proposito De Luca ha intavolato buoni rapporti co il leader della Margherita Rutelli, sempre più insoddisfatto della politica del PD e in aperto contrasto, ormai, con il segretario Rutelli. Ma lo scontro tra queste due posizioni divergenti non sembra galvanizzare gli esponenti liberali sparsi sul territorio, che vorrebbero, piuttosto, un atto di orgoglio e la presentazione di liste autonome alle prossime europee. Per Adalberto Scarlino, principale erede della tradizione liberale in Toscana, “ l’esempio da seguire è proprio quello dei liberali della sua regione, che alle elezioni politiche della scorsa primavera raggiunsero una percentuale doppia rispetto alla media nazionale puntando su una generazione di quarantenni raccolta attorno al capolista Gherardo Guazzini”. Per questo Scarlino chiede “ a De Luca ed agli altri ,numerosi quanto minuscoli , gruppi e gruppuscoli liberali di confluire in un’unica lista tricolore per le Europee” . Poco entusiasta di come si prospetta il congresso, un intellettuale prestigioso come Livio Ghersi che in un messaggio inviato all’ex senatore del PLI di Messina, Enzo Palumbo, annuncia: “Per quanto mi riguarda, non parteciperò al Congresso di Roma, né mi iscriverò al PLI. Darò il mio sostegno allo sforzo di riorganizzare un soggetto politico liberale sottoscrivendo la presentazione delle liste per le prossime elezioni europee e poi votando per la lista liberale se
ne troverò il simbolo nella scheda di votazione. Niente più di questo (e, comunque, già non è poco)”. “Preferisco investire quel che resta delle mie energie – conclude Ghersi- in un´opera di esposizione e di chiarificazione teorica-ideale: per vedere con chi effettivamente mi posso intendere e con chi no. Anche le parole sono importanti. Anche tracciare la rotta per stabilire in quale direzione sia opportuno andare, è importante”.
SCONTRO NEL PLI IN VISTA DEL CONGRESSO
Il segretario De Luca è orientato a favorire la nascita di un grande Centro. La componente che fa capo a Diaconale, Taradash e Pacor intende affidare al partito la missione di “ colmare il deficit di liberalismo che affligge il centrodestra”. Disorientati molti esponenti locali.

Mi fa piacere apprendere dall’amico Scarlino che gli amici liberali toscani, emiliani e romagnoli propendano proprio per una lista legata all’ELDR. Spero che anche il Congresso del PRI che si terrà a fine febbraio vada nella stessa direzione. Anche perchè come dimostrano i Liberali tedeschi c’è ancora un futuro politico per i liberaldemocratici e i repubblicani: basta forse solo volerlo…
la proposta di presentare alle prossime elezioni europee del sette giugno una lista collegata con l’Internazionale Liberale e con i liberaldemocratici europei – ELDR ,terza forza al Parlamento europeo – prevede , tra l’altro , un’alleanza tra soggetti poiltici laici (repubblicani , liberali , altri ) , così come auspicato dall’amico Baldini .
In tal senso si sono già pronunciati i liberali toscani , nel loro recente congresso regionale coordinato da Gherardo Guazzini;e così anche i liberali emiliano-romagnoli , che sono convocati a congresso a Parma dal segretario Marco Marucco , il prossimo primo febbraio .
Incontri sono in corso con gli altri gruppi liberali in Italia . Intanto , dall’ Europa , ieri dalla Germania ,qualche piccola , buona notizia per chi crede in questo progetto :alle elezioni regionali di domenica 18 febbraio in Assia i liberali tedeschi (FDP ) ,guidati da Guido Westerwelle , hanno raddoppiato i voti ,ottenendo il 16% .
Sono contento che il Congresso del PLI si presenti come un vero congresso ovvero con mozioni e idee che si scontrano e non come la solita convention secondorepubblicana. Come spesso mi accade sono d’accordo con l’amico Scarlino: personalmente per le Elezioni Europee mi piacerebbe vedere una lista liberale e repubblicana che comprenda PLI e PRI e tutti coloro che si possano riconoscere in un soggetto liberaldemocratico riconducibile all’ELDR.
Oh! My God!!
Siamo alle solite….
Queste notizie mi ringiovaniscono…