Per quel che mi ricordo, anche prima della Thatcher lo sciopero generale in Inghilterra era quasi sconosciuto: eppure si tratta di una democrazia bipolare, dove il partito cui fanno riferimento organico le Trade Unions è stato più all’opposizione che al governo. In Italia sopravvive invece una cultura estremistica, che vede nello sciopero generale una specie di affermazione di fede rivoluzionaria da parte dei sindacalisti che ritengono troppo avvilente il lavoro per cui sono pagati dagli iscritti, cioè di fare i contratti. La CGIL ne fa un uso che sembra Pannella coi referendum. Nessuno ha ancora capito che quando lo proclama da sola, non si può parlare di sciopero generale. Al massimo, tenente colonnello.
Claudio Bellavita

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