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scintille di dei del 24 maggio 2015 – n.10

di franchini | 24 Maggio 2015

SCINTILLE DI DEI

 

 

L’età degli eroi

 

La poesia epica e genealogica creò dei cicli di leggende che si raggruppavano attorno alla figura di determinati eroi o che sviluppavano la storia di alcuni eventi. In questo modo si spiegavano inoltre le relazioni familiari e le discendenze di eroi che figuravano in leggende diverse, finendo per riordinare le leggende stesse in una successione abbastanza stabile.

In seguito all’incremento dell’abitudine al culto degli eroi, gli dei e gli eroi finirono per fare parte di un unico immaginario sacro, venendo invocati insieme nei giuramenti e nelle preghiere. Contrariamente a quanto accadde durante l’età degli dei, nel corso dell’età eroica il numero degli eroi non rimase fisso e non vi fu mai un loro elenco definitivo: mentre non si parlò più della nascita di nuovi grandi dei, eroi nuovi continuavano a sorgere nel corpus leggendario. Un’altra importante differenza tra i due culti è che l’eroe locale diventa il centro dei culti locali e le popolazioni delle varie zone e città si identificano in esso.

Le grandiose avventure di Eracle secondo molti rappresentano l’inizio dell’età degli eroi. A quest’epoca può essere senz’altro attribuita anche la creazione dei miti di tre grandi leggendarie imprese militari: la spedizione degli Argonauti, la guerra di Troia e la guerra Tebana.

 

Eracle e i suoi discendenti

 

È possibile che ad ispirare la figura di Eracle e le complesse leggende che lo riguardano sia stato un uomo realmente esistito; forse si trattò di un condottiero militare al servizio del regno di Argo. Tuttavia, secondo la tradizione Eracle era figlio di Zeus e di Alcmena, la nipote di Perseo. Le sue incredibili imprese, molte delle quali tratte dal folklore locale, fornirono una gran mole di spunti per le leggende più note. Fu ritratto come molto devoto e dedito alla costruzione di altari, famoso però per il suo eccezionale appetito; questo è il ruolo in cui appare nei racconti più leggeri e divertenti, mentre la sua terribile fine è stata fonte di ispirazione per i tragediografi. Nelle opere d’arte e in quelle letterarie Eracle fu rappresentato come un uomo estremamente muscoloso e forte, ma non eccessivamente alto; l’arma di cui solitamente si serviva era l’arco, ma usava frequentemente anche una clava. Le decorazioni sugli oggetti ceramici dimostrano l’incomparabile popolarità raggiunta da Eracle: solo la sua lotta contro il Leone di Nemea venne dipinta centinaia di volte.

La figura di Eracle venne recepita anche dalle mitologie romana ed etrusca e l’esclamazione “Mehercule!” divenne abituale tra i Romani come “Herakleis!” lo era tra i Greci. In Italia fu venerato come una divinità protettrice di mercanti e commercianti, anche se alcuni continuavano ad invocarlo, secondo tradizione, perché concedesse loro fortuna e li salvasse dai pericoli.

La figura di Eracle fu accostata alle classi sociali più illustri attribuendogli il ruolo di progenitore della dinastia reale dorica. Questa leggenda probabilmente servì per legittimare a posteriori la migrazione del popolo dorico nel Peloponneso. Illo, l’eroe eponimo della stirpe dorica, fu trasformato nel figlio di Eracle e incluso tra gli Eracleidi  (i numerosi discendenti di Eracle, specialmente dalla linea che fa capo ad Illo stesso – altri Eracleidi furono Macaria, Lamo, Manto, Bianore, Tlepolemo e Telefo).

I sedicenti Eracleidi nel Peloponneso conquistarono i regni di Micene,  Sparta ed Argo rivendicando, secondo quanto sostenuto nelle leggende, il loro diritto a governare derivante dagli illustri progenitori. La loro ascesa al potere è stata spesso denominata come Invasione Dorica. In epoche successive anche gli appartenenti alle case regnanti di Lidia e Macedonia assunsero il titolo di Eracleidi.

Altri esponenti di questa prima generazione di eroi, come  Perseo, Deucalione, Teseo e Bellerofonte, condividono con Eracle alcuni tratti comuni: tutti compiono le loro imprese da soli e queste imprese, nelle quali sconfiggono mostri come Medusa o la Chimera, possiedono molti elementi fantastici e simili a quelli delle fiabe. Anche l’intervento degli dei che mandano l’eroe verso la morte è un tema ricorrente di questa prima tradizione eroica, come mostrano le leggende di Perseo e Bellerofonte.

 

 

 

 

Gli scritti sono tratti da “Wikipedia, L’enciclopedia libera” (sotto una Licenza Creative Commons) dal link

//it.wikipedia.org/w/index.php?title=Mitologia_greca&oldid=70782290

ID della versione: 70782290

 

 

la rubrica è a cura di franchini

www.franchiniscripsit.it franchini@franchiniscripsit.it

 

 

logo “scintille di dei” © 2015 Fondazione Franchini

 

Pubblicato in : Primo piano

Info franchini

Poeta, drammaturgo e pittore, presente già all’età di 28 anni in circa 30 strutture museografiche internazionali -dal Tel Aviv Museum al Miami Museum (così che, in una corrispondenza, I. Antonova, Direttore del Puschin Museum di Mosca, ebbe a scrivergli: “Maestro credo che le sue opere allarghino la nostra conoscenza dell’arte italiana moderna” e Paolo Ricci “…pittore colto che ha il pregio di non mostrare la sua cultura” ) -presentò la sua prima produzione ad olio (che seguiva quella del “segno” grafico) presso la Galleria “la barcaccia” di Napoli nel 1970. Dedicatosi ad una intensa attività politico-sociale ed alla ricerca di una espressione estetica adeguata a consolidare e rappresentare la personale condizione esistenziale, produce “a vomito”, e per periodi, sino al 2006, isolandosi dal mercato per non esserne contaminato.
Proteso alla costituzione di una fondazione, in funzione di questa si costituisce il “Comitato Fondazione Franchini” –cui aderisce, tra gli altri, Francesco De Martino (tra i maggiori storici contemporanei del diritto romano, già vice-Presidente del Consiglio e Segretario del PSI)-.
Teorico del movimento socialista, franchini ha fondato, tra gli altri, il circolo “il ‘99”, il “premio giornalistico Buccico”, il “centro studi di politica mediterranea”, e, attento osservatore dei problemi dell’immigrazione, sin dal 1981, la “FILI ’99” –primo tentativo di sindacato europeo della immigrazione legale. Ha firmato, tra l’altro, l’inno “I socialisti”, con la musica del M° Enzo Amato.

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