“La linea del Nuovo Centro Destra non cambia”. Così Angelino Alfano ha commentato la presa di distanza, preludio ad un addio, di Renato Schifani, fino ad ieri l’uomo di maggior peso del suo partito. Schifani è stato, tra l’altro, presidente del Senato e dispone di un buon gruzzolo di voti in Sicilia.
Il problema, per Alfano e per NCD è che questa linea nessuno capisce quale sia. E, se c’era, ora è diventata impossibile. La “linea” , annunciata suonando la grancassa al momento della scissione da Berlusconi ,era, nientemeno, quella di rifondare un nuovo Centrodestra. Il problema, come ha detto proprio Schifani annunciando il suo distacco, è che erano totalmente assenti i contenuti. E che, di conseguenza, NCD ha offerto la sua stampella a Renzi senza uno straccio di programma. La sua ininfluenza è apparsa subito evidente. Ed iniziò subito un declino che non si è mai interrotto.
So bene che molti lettori diranno, leggendo queste poche righe, mentre scorrono fiumi di inchiostro, giustamente, su Erdogan e la Turchia, Nizza ed il terrorismo, Trump, gli USA e gli scontri razziali, che mi sto occupando di beghe di cortile. Ed è così: il nostro cortile.
Perciò qui mi fermo. Limitandomi a sottolineare che la presa di distanza di Schifani non è una campana che suona per Alfano. E’ l’ennesimo segnale del declino di Renzi.

Caro direttore,
Non più tardi di un mese fa ho parlato a lungo con Maurizio Lupi durante il ballattoggio delle amministrative a San Giuliano Milanese. Come sai 15 anni fa eravamo entrambi vicepresidenti del Parco Agricolo Sud Milano, retto da Ombretta Colli, lui come Assessore del comune di Milano io come sindaco di Mediglia. Maurizio mi ha confermato il grande disagio all’interno dell’NCD e la volontà della pattuglia lombarda senatoriale (Formigoni e Colucci compresi) di rientrare nel classico centro destra per evitare la deriva leghista Salviniana. E la prova sono state le alleanze elettorali a Milano, nell’hinterland e il forte peso che ha il gruppo regionale nel sostegno della giunta di Roberto Maroni. Alfano oggi come oggi a detta di Lupi pensa più a mantenere il proprio incarico di ministro piuttosto che dare una linea chiara e un programma per quello che ancora resta del Nuovo Centro Destra che sostiene Matteo Renzi…..tutto qui….
Ce.M.
Il fatto che Shefani se ne vada ci fa domandare dove ? Chi lo vuole ? È chiaro che questa gente ; Alfano,Shifani, Verdini e C. non vogliono le elezioni ma vogliono le “nomine” altrimenti quale italiano anche se masochista li voterebbe? Forse l’unico potrebbe essere il Berlusca , memore dell’aiuto ricevuto quando il partito dei giudici, come longa mano del PD lo hanno fatto fuori. Siamo in molti a rimpiangere i deprecati Craxi e Andreotti.
Io sono un moderato che non guarda alla destra o sinistra intesi nel senso tradizionale, comunque nella nostra bella terra c’e’ una massa di pinocchi e pinocchietti che ci ha portato ad una melassa e confusione tale che per ora solo il PD ha dimostrato di avere ben piu’ coerenza degli altri. La famosa destra che dovrebbe fare almeno da opposizione e’ sbandata e senza un programma veramente alternativo. Cosi’ il riformatore alla fine risulta solo Renzi. Troppi galli nel pollaio….
La linea del nuovo centro destra non cambia: c’è da credergli. La linea è restare comunque al governo, finché possibile. Se si andrà ad elezioni, questi chi li adotta (uso il termine ‘adotta’ per non scadere in una facile volgarità)?