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Schifani se ne va e la maggioranza di governo è sempre più virtuale

So bene che molti lettori diranno, leggendo queste poche righe, che mi sto occupando di beghe di cortile. Ed è così: il nostro cortile.

di Nicola Cariglia | 25 Luglio 2016

“La linea del Nuovo Centro Destra non cambia”.   Così Angelino Alfano ha commentato la presa di distanza, preludio ad un addio, di Renato Schifani, fino ad ieri l’uomo di maggior peso del suo partito. Schifani è stato, tra l’altro, presidente del Senato e dispone di un buon gruzzolo di voti in Sicilia.

Il problema, per Alfano e per NCD è che questa linea nessuno capisce quale sia. E, se c’era, ora è diventata impossibile. La “linea” , annunciata suonando la grancassa al momento della scissione da Berlusconi ,era, nientemeno, quella di rifondare un nuovo Centrodestra. Il problema, come ha detto proprio Schifani annunciando il suo distacco, è che erano totalmente assenti i contenuti. E che, di conseguenza, NCD ha offerto la sua stampella a Renzi senza uno straccio di programma. La sua ininfluenza è apparsa subito evidente. Ed iniziò subito un declino che non si è mai interrotto.

So bene che molti lettori diranno, leggendo queste poche righe, mentre scorrono fiumi di inchiostro, giustamente, su Erdogan e la Turchia, Nizza ed il terrorismo, Trump, gli USA e gli scontri razziali, che mi sto occupando di beghe di cortile. Ed è così: il nostro cortile.

Perciò qui mi fermo. Limitandomi a sottolineare che la presa di distanza di Schifani non è una campana che suona per Alfano. E’ l’ennesimo segnale del declino di Renzi.

Pubblicato in : Il punto del Direttore, Primo pianoTag: berlusconi, centro destra, GAL, governo, Renato Schifani, renzi, scontri, sicilia, usa

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Cesare Mannucci

    21 Luglio 2016 alle 14:08

    Caro direttore,
    Non più tardi di un mese fa ho parlato a lungo con Maurizio Lupi durante il ballattoggio delle amministrative a San Giuliano Milanese. Come sai 15 anni fa eravamo entrambi vicepresidenti del Parco Agricolo Sud Milano, retto da Ombretta Colli, lui come Assessore del comune di Milano io come sindaco di Mediglia. Maurizio mi ha confermato il grande disagio all’interno dell’NCD e la volontà della pattuglia lombarda senatoriale (Formigoni e Colucci compresi) di rientrare nel classico centro destra per evitare la deriva leghista Salviniana. E la prova sono state le alleanze elettorali a Milano, nell’hinterland e il forte peso che ha il gruppo regionale nel sostegno della giunta di Roberto Maroni. Alfano oggi come oggi a detta di Lupi pensa più a mantenere il proprio incarico di ministro piuttosto che dare una linea chiara e un programma per quello che ancora resta del Nuovo Centro Destra che sostiene Matteo Renzi…..tutto qui….

    Ce.M.

    Rispondi
  2. Pippo Sanese

    21 Luglio 2016 alle 06:21

    Il fatto che Shefani se ne vada ci fa domandare dove ? Chi lo vuole ? È chiaro che questa gente ; Alfano,Shifani, Verdini e C. non vogliono le elezioni ma vogliono le “nomine” altrimenti quale italiano anche se masochista li voterebbe? Forse l’unico potrebbe essere il Berlusca , memore dell’aiuto ricevuto quando il partito dei giudici, come longa mano del PD lo hanno fatto fuori. Siamo in molti a rimpiangere i deprecati Craxi e Andreotti.

    Rispondi
  3. Armando Ret. Col Stavole

    20 Luglio 2016 alle 23:59

    Io sono un moderato che non guarda alla destra o sinistra intesi nel senso tradizionale, comunque nella nostra bella terra c’e’ una massa di pinocchi e pinocchietti che ci ha portato ad una melassa e confusione tale che per ora solo il PD ha dimostrato di avere ben piu’ coerenza degli altri. La famosa destra che dovrebbe fare almeno da opposizione e’ sbandata e senza un programma veramente alternativo. Cosi’ il riformatore alla fine risulta solo Renzi. Troppi galli nel pollaio….

    Rispondi
  4. Paolo Marini

    20 Luglio 2016 alle 17:41

    La linea del nuovo centro destra non cambia: c’è da credergli. La linea è restare comunque al governo, finché possibile. Se si andrà ad elezioni, questi chi li adotta (uso il termine ‘adotta’ per non scadere in una facile volgarità)?

    Rispondi

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