…e rovescia come un turbine consolidate esperienze politiche di destra, di centro e di sinistra nei paesi con stabile regime democratico. Abbiamo cominciato in Italia con Bossi e in Francia con Le Pen che è arrivato al ballottaggio nelle presidenziali del 2002, battendo di poco lo storico partito socialista francese e ridicolizzando ben 13 candidature di vanesi personaggi di centro e soprattutto di sinistra (è l’anno in cui è scomparso il PCF). Adesso abbiamo Grillo che sta affermandosi come primo partito in Italia, e soprattutto il fenomeno Trump, di cui i commentatori professionali non hanno ancora capito quanto è in sintonia con la “pancia” di un paese fondamentalmente isolazionista, il cui PIL è costituito da meno del 10% di importazioni e esportazioni e nelle cui scuole dell’obbligo si ignora la storia e la geografia al di fuori degli USA. Per cui quando Trump spara contro i ricchi membri della NATO che vogliono essere difesi gratis dagli USA lo fa per spingere a votare quelli che si astengono dal partecipare a un gioco politico dettato dalle multinazionali e dal complesso militar industriale, che finora hanno occupato tutte le posizioni di potere e si identificano nella candidatura Clinton, e nella sdegnosa ritirata della famiglia Bush: resta solo da chiedersi se il voto degli astensionisti-isolazionisti sarà superiore a quello che Sanders porterà malvolentieri alla Clinton.
Ma quello di cui non ci rendiamo conto è che queste vicende, importantissime per il mondo di oggi, meno per quello di domani e dopo, coinvolgono nel loro complesso poco più di un decimo della popolazione mondiale, che invece tutta insieme sta velocemente istruendosi e impara a usare sempre più la comunicazione globale, che viene offerta quasi gratis come supporto di una pubblicità consumistica.. E che ha vagamente capito che l’unico modo di contare per loro è di parlare con le bombe e con il terrore…
Per ora abbondano i bombaroli impazziti e scarseggiano pensatori che escano dal rifugio della sinistra archeologica e, dall’altro lato, che comincino a chiedersi come è possibile sostenere democraticamente il funzionamento del liberismo estremo che insiste sulla sempre maggiore ricchezza di sempre più pochi protagonisti supportati dall’insicurezza e dalla disperazione dei sempre più numerosi non abbienti.

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