Le facce livide di Montezemolo e di altri esponenti delle prime file dell’assemblea della Confindustria, esprimevano come nient’altro lo sconcerto di fronte all’intervento di Berlusconi, che essi non avevano pensato possibile e anzi avevano creduto di avere evitato per l’indisposizione del Premier.
La televisione ha messo in onda una rappresentazione drammatica , ma anche assolutamente veritiera, di quello che è il senso vero dello scontro politico in Italia.
Il tumulto dei partecipanti alla riunione di Vicenza, tale da impedire al povero Della Valle di replicare al Presidente del Consiglio, si scontrava fisicamente con la pietrificazione delle due prime file, dove erano praticamente raccolti tutti gli esponenti del gotha finanziario e imprenditoriale, quello di sempre, per intendersi, del nostro paese.
Quello stesso gotha che, con tutti i suoi mezzi, con tutti i suoi giornali, si è schierato con il centro-sinistra.
Qualcuno di loro ha perfino detto che nella platea c’erano degli infiltrati: allora il mondo imprenditoriale è fatto solo da cento persone che dominano le relazioni politiche e finanziarie?
La piccola e media impresa, le partite Iva, sono dei sovrappiù per costoro? Viene da pensarlo!
Il fatto è che quel matto di Berlusconi, quando smette di fare l’uomo di mediazione, mette sul piatto tali verità che il conformismo delle appartenenze viene scardinato.
La verità è che i gruppi definiti poteri forti ( forti di che cosa? ), non badano che alle loro convenienze, non hanno mai fatto altro che richiedere al potere pubblico di agevolarli nella loro incapacità ad essere de se stessi competitivi, non cercano altro che governi che, per essere legittimati, siano favorevoli alle loro richieste.
Il Berlusca/Masaniello mette a nudo soprattutto l’ipocrisia e la mentalità minoritaria della sinistra, la fa apparire abbarbicata ad una pura aspirazione di potere, ma questo, perlomeno per quanto ne possiamo normalmente sapere, è il contrario di ciò che abbiamo sempre pensato essere di sinistra.
In verità quello che mi à apparso ancora più clamoroso, sempre vedendo la televisione, è stata la reazione dell’amabile Casini che, atterrito dall’esistenza in vita di Berlusconi, si è sperduto in appelli alla buona creanza e al volersi bene costi quel che costi.
Certo, la sua voglia di essere sconfitto di misura e di aprire poi il solito balletto di ricomposizione democristiano, gli fa tremare le vene e i polsi al pensiero che le cose possano andare diversamente.
Berlusconi perderà certamente le elezioni, come del resto è giusto ( ma su questo è necessaria una riflessione diversa ), ma chissà che questi ultimi giorni di campagna elettorale non lo spingano a darci altre occasioni di verità, e forse di divertimento, anche perché, citando Califano,tutto il resto è ….noia!
Franco Camarlinghi
f.camarlinghi@pensalibero.it

Sono totalmente d’accordo con Camarlinghi. Questa sinistra che puzza di dirigismo economico fascista e elemosina clientelare democristiana – che furono la stessa cosa! – questa sinistra è la vera destra italiana. In Italia il capitalismo privato stentò fino al primo dopoguerra, ma con finanziamenti stranieri, poi fu affogato per oltre mezzo secolo dal capitalismo di stato del ventennio fascista e del trentennio democristiano, quindi tentò timidamente di rinascere negli anni ottanta, suscitando le reazioni di una società assolutamente corrotta e impreparata dalla base alle classi dirigenti. Lo scontro è tra capitalismo di stato e capitalismo vero, ed è ovvio che gli “imprenditori” del settore auto e dell’indotto vedano Berlusconi come il veleno. Così per i giornali: quanti sopravviverebbero se dovessero vivere delle vendite? L’elemosina, che non è giustizia sociale, è il tumore dell’economia italiana. Ma in tutta sincerità spero che l’Unione vinca, perché ciò significherà lo sfascio reale della sinistra e quindi la sua naturale rinascita su basi non più clericali o falsamente laiche. Franco Miniati
Che sugo c’è a dire che perderà sicuramente le elezioni ? Perché ,poi,questo sarebbe da considerare giusto ?
Forse perché “mette a nudo soprattutto l’ipocrisia “,e” la mentalità minoritaria della sinistra, la fa apparire abbarbicata ad una pura aspirazione di potere,”; e magari perché “mette sul piatto tali verità che il conformismo delle appartenenze viene scardinato.” ? O perché non riesce a dominare compiutamente e funzionalmente il protagonismo e gli interessi dei suoi alleati ? O perché –non potendo vincere da solo- si accontenta di guidare una coalizione che non appare troppo più eterogenea di quella nella quale si è intrufolato Prodi ? O perché non appare omologato al circo barnum della partitocrazia italiana?
O piuttosto ,perché evidenzia come “questa sinistra” rappresenta esattamente “il contrario di ciò che abbiamo sempre pensato essere di sinistra.” ?
Che sugo c’è a dire che perderà sicuramente le elezioni ?Non è un poco masochista?
SE VINCE, BERLUSCONI LO FA CONTRO “TODOS”. ANCHE CONTRO QUALCHE ALLEATO. SAREBBE RIVOLUZIONARIO!