Grandi manovre in Rai alla vigilia delle politiche. Tira aria di cambiamento e i giornalisti del servizio pubblico radio televisivo, per due terzi schierati con il centro sinistra, si preparano a celebrare l’evento. La mobilitazione avviene su due piani. Quello delle poltrone e quello della politica informativa. Lasciamo stare la corsa alle varie direzioni dei Tg. E‘ un vizio non solo italiano, in fondo, si sa, tutti tengono famiglia. La cosa che desta meraviglia invece è la politica per l’informazione che dall’interno della Rai chiedono i giornalisti, attraverso l’Usigrai, il sindaco unico di categoria. Da sempre l’Usigrai, Unione sindacale giornalisti Rai, è strettamente controllata dalla sinistra. Sul piano pratico, quello della gestione quotidiana, opera di concerto con la Direzione dell’azienda, indipendentemente dal fatto che la guida sia in mano al centro sinistra o al centro destra. Unica differenza: la collusione è totale quando comanda il centro sinistra, parziale in caso contrario. Sul piano politico invece, le differenze ci sono tutte. L’Usigrai non ammette discussioni, è schierata al 110% con la sinistra. Anche quando le proposte dell’Unione sono in rotta di collisione con gli interessi della categoria. E’ il caso che si verifica ora. L’Unione, una volta al governo, vuole creare un terzo polo televisivo per bilanciare la presenza mediatica berlusconiana. Naturalmente un polo che deve essere in mano ad amici, come De Benedetti, o i componenti del patto di sindacato della RCS (e questa è una delle tante ragioni per cui tutti i maggiori giornali “tifano” per il centro sinistra). Per fare questo però bisogna prendere reti e frequenze dove sono, vale a dire in Rai. Così se il centro sinistra vincerà, uno dei primi provvedimenti sarà proprio quello di mettere sul mercato (?) una o due reti dell’emittente pubblica. Con buona pace dell’Usigrai che, quando l’evento si verificherà, farà finta, per carità solo finta, di protestare. E soprattutto con buona pace del servizio pubblico che sarà ridotto ai minimi termini. Ma questo, sia detto per inciso, potrebbe anche non essere un male, visto i punti a cui siamo arrivati.
RAI: manovre pre elettorali. E l’Unione vorrebbe venderne un pezzo.
Lo scopo è creare un terzo polo che deve essere in mano ad amici, come De Benedetti, o i componenti del patto di sindacato della RCS (e questa è una delle tante ragioni per cui tutti i maggiori giornali “tifano per Prodi).

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