
Ecco il panorama, ristretto ai miei orientamenti, che si presenta nel mio collegio elettorale, a Treviso.
I socialisti masochisti con la mano ben stretta sul gambo della rosa e…ahi!, che dolore, non fanno per me.
Vedo la faccia corrucciata di Boselli con Emma che gli impone: “stringi forte quel manico spinoso mentre io vado in TV. Se quando torno non vedo la mano bella sanguinante ti metto anche il cilicio”.
Dall’alto del pulpito Fassino controlla che in convento tutto proceda secondo quanto previsto dal priore D’Alema, pronto ad intervenire con l’antitetanica, che per l’occasione è stata inserita in un clistere: una deroga occasionale alle procedure mediche di pronto soccorso.
Poi ci sono i Socialisti-Socialisti, perché detto e scritto due volte suona da rafforzativo e quindi tutti dovremmo capire che sono socialisti sul serio. Bravi e grazie per la chiara spiegazione.
Vengo alla lista democristiano socialista che mi interessa particolarmente, perché piena di amici.
Non voglio certo sottovalutare il capolista Gianni De Michelis, il possibile eletto Oscar De Bona.
Ma volevo votare anche per il mio amico Vincenzo Archimede, uno che non ha mai abbandonato la nave, ed anche per simpatia di Luigi Sutto.
Non lo posso fare.
Scippato da questo mio diritto sacrosanto, avrei l’impeto di prendere a calcioni i sederoni incalliti dei poltronisti.
Lo so, quest’ultimo è un termine in deroga alla lingua italiana, ma se questi votano le leggi in deroga alla democrazia, io scrivo quello che mi pare con le parole che ritengo più opportune ad identificare chi, la maggioranza del Parlamento, mi ha privato del diritto piacere di dare peso al mio voto con la mia preferenza.
Fiorenzo Da Ros

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