Chi tornasse fra dieci anni a Milano potrebbe trovarsi di fronte ad una città profondamente mutata in molte parti della sua configurazione urbanistica. Un Central Park anche nella città meneghina? Un’ idea fantascientifica? Non molto. Nei prossimi giorni verrà accelerato il percorso per stendere l’ accordo di programma da discutere con FS per decidere la destinazione degli scali ferroviari attualmente abbandonati. Si tratta di aree vaste che penetrano profondamente nella città. La giunta Pisapia non era riuscita a concluderne il processo, ora ci tenta Sala che ha compreso perfettamente l’ importanza e la grandezza dell’ operazione. Che fare? Questa è la domanda su cui maggioranza e opposizione stanno discutendo. L’ archistar Stefano Boeri ha proposto la creazione di un fiume verde che percorra tutta la metropoli. Un’ idea intrigante. Sicuramente il problema di quanto verde è una delle questioni centrali. La prima proposta parlava di una quota non inferiore al 53%. Io credo che si possa fare di più. Meno consumo di suolo e più verde. Ma quale verde? Prato, bosco, attrezzature sportive? Quanto costruire? E a chi destinare il nuovo residenziale? Mancano case popolari, case ad affitto mitigato. I nuovi poveri aumentano. Mancano dimore per gli studenti. Mancano strutture sociali. Andrebbero mutuate soluzioni in base alla necessità di quel quartiere. Dietro a questa operazione ci sono interessi enormi. Proprio per questo non si può sbagliare come è successo per la trasformazione della stazione di Porta Vittoria. Vi è ancora un’ area non bonificata ed una abbandonata ormai da anni alla mercè di tutti. Eppure proprio lì doveva sorgere la biblioteca più grande d’ Europa. , ora c’è erbaccia e rifiuti.
Scali Ferroviari, una scommessa sulla nuova Milano
Un Central Park anche nella città meneghina? Un’ idea fantascientifica? Non molto. Nei prossimi giorni verrà accelerato il percorso per stendere l’ accordo di programma da discutere con FS per decidere la destinazione degli scali ferroviari attualmente abbandonati.
Roberto Caputo

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