Ho scritto ieri quattro righe sui due grandi capi , affabilmente capponi, del pollaio starnazzante che è oramai il governo del Bel Paese.
Rileggo oggi come ieri e l’altro ieri, l’insistenza con cui le grandi firme del giornalismo sfoderano la penna per elucubrare sul fascismo del cappone di destra.
“Ma mi facciano un piacere!” direbbe Totò.
Ho il sospetto che questi “pennaccini” non abbiano mai visto un fascista rigoroso tutto di un pezzo.
Il prototipo del fascista è “Il maschio” per antonomasia, barba rasata o regolata rigorosamente tutte le mattine, capello “all’umberta” curato ogni fine settimana, fitness tutte le mattine alle 6.00 completo di doccia gelata, doppio petto o giacca blu, pantaloni con la riga perfetta come un filo di lama, cravatta regimental, scarpe lucide come specchi, incedere orgoglioso e a testa alta.
Qui siamo agli antipodi, uno così all’adunata del sabato fascista lo avrebbero preso a calci nel culo, lavato con l’idrante dei pompieri, spedito dal barbiere, rivestito di tutto punto riservando le sue felpe agli Abissini e sino a poco tempo fa gli avrebbero strappato l’orecchino, storico emblema di briganti e rom.
Se va a scuola da Putin torna a casa riformato dopo tre ore con la lingua che gli tocca i piedi, questo che vuole rimettere la leva obbligatoria lo vorrei proprio vedere a farsi dieci chilometri di corsetta cantando faccetta nera a squarcia gola con tanto di zaino sulla groppa e Garant da dieci chili e rotti tra le mani.
Qui siamo alla parodia del “armiamoci e partite”.
Ieri siamo riusciti persino a far vedere in mondovisione l’epilogo di un comizio con il cappone compunto con il rosario stretto tra le mani. Chissà se esiste il reato di apologia del Cattolicesimo.
Non scherziamo o meglio tutto quello che sta accadendo in Italia sembra uno scherzo, se non fosse che è proprio vero.
Fiorenzo Da Ros

Lascia un commento