
Il toro Pedro Sanchez è disceso nuovamente nell’arena parlamentare, é riuscito a non capitolare definitivamente ma i colpi a lui assestati all’interno e soprattutto dall’esterno dell’emiciclo sono arrivati e determinano l’attuale fase drammatica della politica spagnola che avrà conseguente riverbero sulla politica europea.
L’esperienza di governo delle sinistre piu significativa nell’Europa Continentale ed anche quella più performante, a giudicare dalla eloquente crescita economica che classifica la Spagna in testa a tutti i paesi dell’Unione, si sta sfarinando dinnanzi ad una serie di scandali giudiziari veri o presunti che circondano l’Inner circle della leadership di Sanchez.
Certamente vi è un concorso di forze reazionarie che hanno contribuito ad un’offensiva simultanea, certamente in testa la cupola giudiziaria dei membri dell’L’Associazione Professionale della Magistratura (APM), la più grande ed influente del Paese di chiaro timbro conservatore e legato all’ancien regime franchista, così come esistono delle influenze esterne che sono aumentate allorquando Sanchez ha osato sfidare l’alleato americano non sottoscrivendo il patto leonino proposto da Trump sulle spese militari, e condannato a più riprese la condotta statunitense nel Golfo e l’acritica posizione assunta dinnanzi a quello che ripetutamente, e con coraggio, Sanchez ha definito “genocidio” del popolo palestinese.
Poi c’è stata sicuramente un concorso interno di dirigenti socialisti “infedeli”, l’ex Ministro Abalos é stato condannato duramente a 24 anni di carcere per malversazione e corruzione, c’è un fuoco concentrico che colpisce Jose Luiz Zapatero sospettato di collusione con il regime venezuelano; c’è una sgradevole azione giudiziaria contro la moglie di Pedro Sanchez. Essendo un’azione concentrica, spettacolare e contemporanea assai difficile che essa si sia mossa solo per ragioni di Giustizia, ma del suo uso improprio, e politico non è difficile sospettare.
Nell’arena parlamentare Sanchez ha resistito ed ha parato i colpi, i suoi alleati tuttavia non reggono e richiedono formalmente le elezioni anticipate mentre non mostrano il coraggio sufficiente per sottoscrivere una “mozione di censura”
L’opposizione smodata e volgare del partito popolare e dell’ultradestra di VOX attiva nelle aule parlamentari e nelle piazze non ha i voti, difficilmente i partiti autonomisti, in particolare quelli della sinistra catalana e basca, avranno il coraggio di unirsi a loro.
Il Toro Sanchez é ferito ed ha tuttavia ancora qualche carta da giocare, il PSOE, a differenza del suo omologo italiano nel 1992, non si é disunito insistendo sul carattere politico dell’attacco. Come osserva acutamente Enric Juliana giornalista politico di valore de La Vanguardia di Barcellona, non si era visto dal 1992 italiano un’offensiva così violenta nei confronti di un governo europeo e per di più a guida socialista, e medesima offensiva , rileva, l’amministrazione americana ha portato verso la presunta disubbidienza italiana di Giorgia Meloni analoga offensiva. Si può e si deve sospettare che tutto questo fuoco concentrico contro l’Europa si deve a tutto ma certamente non al caso.
La “plaza de toros” spagnola si è riempita di spettatori silenti ed interessati, alcuni assistono in attesa della “stoccata” altri contribuiscono a preparare il “momento della verità”
Bobo Craxi

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