
Le colonie a mare erano spesso un quartiere nelle varie località della Riviera Adriatica, da Rimini a Cervia, una accanto all’altra a Pinarella dove c’era e c’è una salutare e larga striscia di pineta che separa case e alberghi dal mare. Ci sono ancora molte strutture a testimoniare quel tempo di quartieri di “colonie” tra Miramare e Riccione, tra Milano Marittima e Lido di Savio. Molti comuni ed enti, associazioni ed aziende avevano la loro colonia a mare per i bimbi e le bimbe che andavano in villeggiatura col sistema della comunità. Non solo vacanza, c’è stata anche un’esportazione di relazioni familiari e di lavoro, imprese, fidanzamenti e matrimoni. Ricordo un episodio durante una presentazione di un libro mantovano in riva al mare, zona Grand Hotel di Cervia. Una signora mantovana a Cervia fece i complimenti all’autore e, mentre scriveva la dedica, l’autore contento chiese: è qui in vacanza da tempo? E lei: “ma quale vacanza, son qua da trent’anni, ho sposato il postino di Pinarella!” Fantastico.
Oggi è pieno di mantovani da Milano Marittima a Cattolica, passando da Cervia e Cesenatico, Gatteo e naturalmente Rimini, e una volta c’erano nelle località costiere quasi dei quartieri “vocati e denominati” per origine territoriale dei vacanzieri. E anche le colonie marine negli anni Trenta e Quaranta del Novecento ebbero il loro indiscutibile ruolo di collegamento e vocazione territoriale. Arrivando all’attuale parcheggio tra viale 2 Giugno e viale Gramsci, a Milano Marittima, sotto il grattacielo, ancora oggi molti dicono; “qui c’era la “Mantovana” intendendo la Colonia Mantovana. Addirittura anziani cervesi, per indicare la zona e l’incrocio, dicono direttamente: “andiamo alla Mantovana”. Negli anni Venti e Trenta il turismo balneare conobbe una crescita straordinaria. Nacquero alberghi importanti che contribuirono alla fama internazionale della località. La storia ci parla di primi alberghi, certo non chiamati hotel, L’Albergo “Nettuno” aprì nel 1926. Giustom100 anni. L’Albergo “Mare e Pineta” venne inaugurato nel 1927. Nel 1931 sorse il Grand Hotel, simbolo dell’eleganza della Riviera. Parallelamente si sviluppò il fenomeno delle colonie marine, una delle esperienze sociali più importanti dell’Italia del Novecento. Le colonie erano strutture dedicate all’ospitalità dei bambini durante il periodo estivo. Alla “Mantovana” potevano essere ospitati in 500.
Molti giovani provenienti dalle città industriali del Nord trascorrevano settimane al mare per motivi sanitari, educativi e ricreativi. Il soggiorno marino veniva considerato benefico per la salute e la crescita fisica: la famosa cura salso-iodica. Le grandi colonie, che sembravano palazzi monumentali, sorsero soprattutto negli anni Venti e Trenta. Due tre piani di grandi camerate, corridoi lunghissimi e larghissimi, colonnati e grandi finestre verso il mare e quelle stanzone che ospitavano refettori e cucine, camere da letto e sale riunioni.
A Cervia nacque la Colonia Dante, mentre a Milano Marittima sorsero la Colonia Varese, la Colonia Montecatini e la Colonia Mantovana. La Colonia Mantovana rappresentò una delle strutture più significative e ricordate. La colonia venne costruita nel 1933 in un lotto di 5.200 metri quadrati situato in Viale Due Giugno, all’angolo con Viale Forlì. Il progetto fu realizzato dagli ingegneri De Giorgi e Mengis e la costruzione venne affidata alla Cooperativa Muratori di Cervia, realtà storica del territorio. La colonia fu inaugurata nel 1933 da Achille Starace, figura di primo piano del regime fascista.
All’epoca le colonie marine rappresentavano anche uno strumento di propaganda politica e di educazione collettiva. La Colonia Mantovana poteva ospitare, come dicevamo, fino a 500 bambini e ragazzi. Ma c’erano strutture che arrivavano a duemila. Per molte famiglie mantovane, soprattutto quelle meno abbienti, mandare i figli al mare significava offrire loro un’esperienza importante dal punto di vista sanitario e umano. Per tanti bambini il soggiorno in colonia rappresentava il primo viaggio lontano da casa. Alcuni ricordano quell’esperienza con nostalgia e felicità, altri con timore o malinconia. In ogni caso, la colonia lasciava ricordi profondi. La vita quotidiana era scandita da orari precisi, attività all’aperto, giochi sulla spiaggia, momenti educativi e pasti collettivi. Il mare diventava uno spazio di crescita, socializzazione e scoperta. La Colonia Mantovana ebbe come custode la famiglia Rasini. Il figlio Orazio Rasini era conosciuto a Milano Marittima per il suo negozio di elettrodomestici situato nella Rotonda Primo Maggio. Negli anni del dopoguerra le colonie continuarono a svolgere un ruolo importante, ma con il passare del tempo cambiarono le abitudini turistiche delle famiglie italiane. Con il boom economico aumentò il turismo privato e molte famiglie iniziarono a trascorrere autonomamente le vacanze al mare. Adesso ci sono altre forme e altre formule come gli Hotel Famiglia, più o meno in quelle zone, guarda caso.
Le colonie persero gradualmente la loro funzione originaria. La Colonia Mantovana venne demolita negli anni Settanta. Fine di un’epoca. Oggi al suo posto c’è il parcheggio davanti al grattacielo Royal Palace. Nonostante la demolizione, la memoria della colonia è ancora viva nei racconti di chi l’ha conosciuta. Molte testimonianze e fotografie circolano ancora oggi sui social network e nei gruppi dedicati alla memoria storica di Mantova e Cervia. Spesso chi frequentò la colonia ricorda il viaggio in treno verso il mare, le camerate, le divise, le giornate in spiaggia e le amicizie nate durante l’estate. Le colonie marine hanno rappresentato un fenomeno sociale, educativo e urbanistico che ha segnato profondamente la storia della Riviera romagnola. Cervia e Milano Marittima devono parte della loro crescita proprio a queste strutture, che contribuirono a far conoscere la località in tutta Italia. Il rapporto tra Cervia e la Lombardia, in particolare con Milano e Mantova, si consolidò nel corso del Novecento grazie al turismo balneare e alle colonie. Ancora oggi questo legame è evidente nella presenza di famiglie lombarde che continuano a frequentare la Riviera e a considerarla una seconda casa. La storia della Colonia Mantovana non è soltanto la storia di un edificio ormai scomparso, ma il racconto di un’epoca in cui il mare rappresentava educazione, salute, crescita e condivisione. Ricordare queste strutture significa conservare la memoria collettiva di migliaia di bambini che hanno vissuto a Cervia esperienze destinate a rimanere nel cuore per tutta la vita. Come rimane nel cuore quella battuta della signora mantovana che con tono scherzoso e nostalgico disse: “Ma quale vacanza, sono qui da trent’anni, ho sposato il postino di Pinarella”.
Fabrizio Binacchi
Foto rielaborata AI immagine Facebook “Soffia ancora il vento”

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