Il ” capitano ” leghista sta correndo la sua maratona, ma con i tempi da centometrista. Ha fretta , tanta fretta. Deve chiudere tutte le partite, per arrivare vincente alle elezioni europee di maggio. Se il risultato fosse particolarmente a lui favorevole, lo scenario di governo muterebbe rapidamente. La sua candidatura a Presidente del Consiglio starebbe nelle cose, ovviamente con una maggioranza parlamentare diversa e dopo essere passati da elezioni politiche anticipate. Ma il tempo è breve. Salvini deve chiudere rapidamente i conti nel centrodestra, cancellando definitivamente Berlusconi e facendo lievitare una lista di alleati che vada dalla Meloni a Toti e Musumeci. Non può perdere neanche un voto in Veneto e Lombardia e quindi deve celermente accontentare Zaia e Fontana sull’ autonomia regionale. Ma senza scontentare il Sud. Questa è l’ operazione più complessa. Al Sud hanno vinto i pentastellati ed il reddito di cittadinanza porterà consensi in quelle terre. Ed ecco allora tornare in auge i vecchi capibastone portatori di voti che inevitabilmente guarderanno a Salvini. Però il leader leghista ha bisogno di evitare il processo per la Diciotti e accontentare le aziende del Nord sulla TAV. Certamente brutti ostacoli nel suo percorso, ma lui va di fretta. Non ha tempo da perdere. Il rischio è quello di non accorgersi di una buca profonda sul percorso e Renzi ne sa qualcosa.
Roberto Caputo

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