
La boutade salviniana del raduno dei sovranisti europei a Firenze crea preoccupazione più che altro nel centrodestra. Un Salvini sempre più double face. Da una parte con il vestito blu ministeriale indossato il quale incassa i fondi europei del Pnrr da spendere per l’ammodernamento delle infrastrutture. In altre occasioni con il giaccone di turno a seconda della platea che lo ascolta, a tirar bordare all’Europa. Un Savini che non si dà pace, alla ricerca spasmodica di uno spazio. Non importa per dire cosa. L’importante è trovare orecchie pronte ad ascoltarlo. Pochi giorni fa si è scagliato contro chi, legittimamente, scioperava arrivando a precettarlo quello sciopero. Ha fatto i suoi conti. Nei trasporti sono più le persone che si astengono dal lavoro o quelle che ne subiscono le conseguenze? La risposta è ovvia ed ecco che Salvini alla ricerca di consenso si schiera contro lo sciopero contrariamente a quanto faceva dai banchi dell’opposizione. Insomma un Salvini per tutte le stagioni. Mentre il centro sinistra resta abbastanza indifferente alle sue uscite, le tirate d’orecchie per la ultima trovata propagandista arrivano dal centro destra. “Io penso che sbagli Salvini ad andare appresso a personaggi che sono un po’ particolari, se vogliamo usare un eufemismo. Direi di non personalizzare la questione. La questione è una questione politica. Noi non possiamo fare alleanze con chi la pensa diversamente da noi” dice Raffaele Nevi, portavoce di Forza Italia e vicepresidente dei deputati azzurri. Anche il senatore Gasparri commenta le scelte di Salvini: “Se la Lega dovesse decidere che deve uscire dall’Unione europea ce lo comunicherà e farà le scelte conseguenti ma non mi risulta…”.
Oggi a Bruxelles, con la giacca da Ministro, ha continuato i suoi attacchi a Bruxelles. Se la prende “l’Europa che non ci piace. Quella della tassa sulle auto, per auto elettriche cinesi per tutti, quella sulla casa che costerebbe alle famiglie italiane fino a 50mila euro.”
Posizioni che creano più di qualche imbarazzo negli alleati di governo. Già ieri FdI aveva lasciato trapelare nervosismo per i toni di Salvini: “Siamo certi che la Lega conosca il limite che esiste tra i toni della campagna elettorale e la necessità di non compromettere la credibilità e gli interessi italiani”. Anche Forza Italia, che a Bruxelles fa parte del gruppo dei popolari, lancia stoccate al Carroccio e mette in bilico gli equilibri nel governo: “La posizione di FI è parte integrante e fondante del Ppe, noi siamo europeisti, atlantisti e quindi non condividiamo assolutamente un nostro futuro con chi non vuole l’Europa, con chi non vuole la moneta unica, con chi sostiene tesi e posizioni che sono antieuropeiste, come le valutazioni espresse a Firenze dai rappresentanti dei partiti anti-Europa”. Queste le parole, affidate all’agenzia Ansa dal capogruppo forzista alla Camera Paolo Barelli. “Salvini? Gli piacerebbe che la sua visione del centrodestra europeo potesse funzionare, ma il Ppe non è d’accordo – risponde – In Italia non ci saranno problemi ma quel disegno in Ue è poco plausibile”. Ma Salvini continua con quello che sa far meglio: abbaia alla luna alla ricerca di qualche voto in più.
Edoardo Gianelli

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