
Giorgia Meloni è filo americana, filo NATO, pro Ucraina, pro Israele e in Europa è schierata con il gruppo dei Conservatori.
Forza Italia è nel PPE.
Quindi Salvini si trova stretto, schiacciato. Deve uscirne, soprattutto in vista delle elezioni europee del 9 giugno.
Convoca a Firenze la convention della destra estrema.
Ma non tutto va bene. Non si presenta neppure la Le Pen. Lui sparacchia ad alzo zero contro l’Europa e in ultima analisi anche contro Meloni e Tajani.
E’ il solito gioco del cerino. Ma Meloni e Tajani gli rispondono a muso duro.
E’ evidente il suo tentativo di raccattare voti a destra. Ma il rischio è quello di danneggiare il governo, di cui lui è vicepremier.
Però Salvini non si ferma, dalla sicurezza alle bollette di luce e gas , alla Fornero continua a mettere paletti e distinguo.
Sulla legge di bilancio presenta emendamenti, poi ritirati dopo l’ira delle altre forze politiche dell’alleanza.
Da qui a giugno può succedere di tutto.
Salvini ama l’azzardo, anche se spesso poi viene punito dagli elettori. Evidentemente la lezione delle ultime votazioni politiche non gli è bastata.
E quando si tira troppo la corda il tavolo può sempre saltare.
Ma forse è proprio quello che vuole per rinegoziare il suo ruolo nella maggioranza di governo.
Roberto Caputo

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