
Più che un salto di demenza è un salto di qualità nella vigliaccheria maschile. Gli uomini che uccidono le donne oggi arrivano a farlo con modalità sempre più primitive e disumane. Dalle coltellate agli strangolamenti ora si passa ai colpi di pietra. Perché. Le spiegazioni offerte da psicologi sociologi e psichiatri sono molteplici e tutte degne di attenzione ma spesso divergenti tra loro e nel complesso confermano ciò che già sospettavamo. Tra le cause principali emerge la crescente incapacità di comunicare se non attraverso i social o i messaggi vocali che hanno sostituito ogni forma di scrittura e riflessione. I nostri giovani si stanno disabituando a costruire pensieri complessi a esprimere concetti a mettere ordine nelle emozioni. Non allenano la mente non stimolano il pensiero astratto non imparano la pazienza del confronto. È così che il cervello regredisce e con esso anche la società. Si rischia un’involuzione cognitiva e comportamentale dove l’aggressività torna a essere una risposta immediata e brutale. Stiamo tornando a un’età arcaica in cui il conflitto si risolve con la forza e l’altro diventa un ostacolo da annientare. Il femminicidio di una quattordicenne per mano del suo ex compagno diciannovenne è una ferita che parla più del singolo gesto. È il riflesso di un vuoto culturale affettivo e sociale che cresce tra le nuove generazioni. L’umanità regredisce non per mancanza di tecnologia ma per assenza di educazione e modelli. Abbiamo scelto scorciatoie interpretative comode attribuendo ogni disagio al periodo del lockdown da Covid. È una semplificazione che deresponsabilizza e non risolve. Le baby gang i riti di violenza i linguaggi d’odio sono ormai fenomeni diffusi e a volte persino imitati dagli adulti. La società parla troppo giudica troppo espone troppo. Ma agisce poco. E dà il peggio di sé proprio quando dovrebbe insegnare. Nel caso di questa ragazza lapidata a quattordici anni si abbassa drammaticamente anche l’età media delle vittime e dei carnefici. Un segnale inquietante che ci costringe a guardare in faccia un problema che non è più emergenza ma sistema. Non era Orazio a dire che i nostri padri peggiori dei loro hanno generato noi più scellerati di loro e che noi genereremo figli ancora più perversi.
Questo non è solo un femminicidio è un ritorno alla barbarie. Un salto all’indietro in una notte che sembra non finire.
Angelo Santoro

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