
La notte del 30 maggio 2025 si è spento Mario Primicerio. Aveva 84 anni. Scienziato di fama internazionale, sindaco di Firenze tra il 1995 e il 1999, stretto collaboratore di Giorgio La Pira, Primicerio è stato per decenni un punto di riferimento morale e civile per la città, per il mondo accademico e per chi crede nella politica come strumento di pace.
Fisico e matematico, aveva dedicato gran parte della sua carriera all’insegnamento universitario, alla ricerca, al dialogo tra scienza e società. Professore ordinario di meccanica razionale, membro dell’Accademia dei Lincei, presidente di importanti organismi scientifici internazionali, ha saputo unire rigore e umanità, metodo e visione. Ma è come costruttore di pace che Mario Primicerio ha segnato la memoria collettiva di Firenze.
La sua vicenda pubblica si lega indissolubilmente a quella di Giorgio La Pira, di cui fu giovane collaboratore e poi erede ideale. Uomo sobrio, riservato, profondamente cristiano, Primicerio non ha mai cercato il clamore, ma ha operato con determinazione in nome dell’inclusione, della solidarietà, del dialogo. Da sindaco – primo a essere eletto direttamente dai cittadini dopo la riforma del 1993 – promosse una visione della città ispirata ai valori della convivenza e della giustizia, restando sempre lontano dai riflettori e vicino ai bisogni delle persone.
«Un amico, una guida, un operatore di pace», lo ha definito la Fondazione Giorgio La Pira, che ha presieduto per oltre vent’anni.
«Firenze perde una figura di alto profilo morale e istituzionale», ha scritto Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana.
Per la sindaca Sara Funaro, «Firenze oggi resta più sola»: e in effetti la sua assenza lascia un vuoto silenzioso, difficile da colmare.
La sua eredità è grande, e non è solo politica. È un esempio di coerenza e responsabilità, di cultura alta al servizio del bene comune. Un’eredità tanto più preziosa in un tempo in cui il dialogo sembra diventato merce rara, e la sobrietà un ricordo lontano.
Sabato 31 maggio, nella chiesa di Santo Stefano in Pane, l’arcivescovo di Firenze Gherardo Gambelli presiederà le esequie. Ad accogliere Mario, dice la Fondazione, ci sarà proprio La Pira, con il suo sorriso e il suo abbraccio.
Noi, quaggiù, lo salutiamo con gratitudine e rispetto.
Come si saluta un maestro.
Come si saluta un uomo buono.
La redazione di Pensalibero

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