Beppe Sala – candidato a sindaco di Milano della coalizione di centrosinistra – ha mostrato nervosismo e, per giunta, è a corto di argomenti se si è permesso di dire che Stefano Parisi viene dalla Prima repubblica ed è stato il braccio destro di Gianni De Michelis. Come dire che Gianni De Michelis sia stato un “quidam” al pari di Sala e, non per la sua storia, è stato uno dei migliori ministri della Repubblica italiana.
Come si fa a votare Sala che per dimostrare di essere di sinistra, – quando mai- , alza il pugno e usa tutte le arti meschine, per farsi votare dall’elettorato di sinistra che conoscendolo bene non l’ha votato e non lo votera’ ma e poi mai, il 19 pv, giorno dei ballottaggi.
A maggior ragione i socialisti non dovranno votare Sala che per colpire Parisi ha tentato di infangare Gianni De Michelis, che con la politica non si è arricchito e vive in una casa in affitto, non avendo villa a San Morizt come Sala. Il quale Sala, non l’ha citata nella dichiarazione dei redditi e non si è dimesso, ex commissario Expo, dalla CdP prima di candidarsi a sindaco, come avrebbe dovuto fare, per evitare di incappare nella incandidabilità. E Marco Cappato che ha chiesto l’apparentamento, ironia della vita politica, l’ha denunziato alla Procura di Milano e il M5S al Tar.
Per non parlare delle spese del costo delle opere dell’Expo ancora ignote.
Ci si può fidare di una persona come Sala?
La domanda è rivolta ai socialisti che al primo turno hanno votato Sala.
In verità la domanda è rivolta agli elettori milanesi che ci auguriamo che non votino Sala.
In queste elezioni non si vota per un partito, ma per il candidato e per noi Stefano Parisi è il candidato ideale per guidare Milano.
Sala è nervoso o ha perso la testa
Lettera aperta ai socialisti e agli elettori di Milano. Sala “rimprovera” Parisi per avere lavorato con ministri socialisti!

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