
Il Segretario di Stato Marco Rubio ha sottolineato che la Russia avrà un ruolo centrale da svolgere in qualsiasi accordo per porre fine alla guerra con l’Ucraina, definendo fragili i colloqui di pace dopo un incontro ad alto livello tra funzionari statunitensi e una delegazione ucraina a Miami, riferisce la Cnn. “Ci sono molte parti in movimento e ovviamente c’è un’altra parte coinvolta che dovrà essere parte dell’equazione”, (uguaglianza) ha detto Rubio. In queste ore Florida si discute del piano di pace Usa per l’Ucraina. Con la delegazione di Kiev ci sono il segretario di Stato americano Marco Rubio, l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner. Lo riferisce il New York Times. I rappresentanti di Kiev saranno guidati da Rustem Umerov, il consigliere per la sicurezza di Volodymyr Zelensky dopo le dimissioni del capo negoziatore Andriy Yermak, accusato di corruzione. Gli Stati Uniti sperano che portare sul tavolo una serie di intese tra Washington e Kiev li aiuterà a fare progressi con il Cremlino. Ma dopo che gli ucraini sono riusciti ad ottenere delle modifiche al piano in 28 punti, il Cremlino ha messo in dubbio la loro volontà di accettare i termini dell’accordo. Putin, inoltre, ha rilanciato sulle richieste di territori avvertendo che la Russia prenderà tutto ciò che rivendica pacificamente o con la forza. Tra i temi discussi a Miami anche un calendario per le elezioni in Ucraina. Nel primo piano presentato dagli Stati Uniti era previsto che Zelensky si dimettesse e stabilisse pubblicamente le elezioni entro 100 giorni dalla fine della guerra.
“Manteniamo il pieno coordinamento e sono grato per il supporto. Abbiamo discusso della situazione diplomatica e abbiamo una comprensione condivisa delle questioni chiave”, ha sottolineato Zelensky. “La Russia manterrà il territorio negoziato in una conferenza di pace internazionale, e tutto ciò che si trova a ovest di quella linea costituirà il territorio dello Stato ucraino, che tornerà a esistere come Stato cuscinetto”, ha detto il premier ungherese da sempre vicino a Mosca. “Più si ritarda la pace, più persone e territori l’Ucraina perderà”. Secondo Orban, è tempo di abbandonare le illusioni e affrontare la realtà, come delineato nel piano americano originale. I colloqui in Florida tra alti funzionari statunitensi e una delegazione ucraina, volti a porre fine alla guerra in Ucraina, sono “duri ma molto costruttivi”. Lo ha dichiarato alla Cnn una fonte a conoscenza diretta dei negoziati. La fonte ha affermato che l’incontro ha incluso la discussione di alcune delle “questioni più delicate” per la risoluzione della guerra. Quante possibilità avrà l’Ucraina, nell’incontro di queste ore in Florida fra la propria rappresentanza e quella americana, di strappare un accordo non troppo penalizzante da sottoporre poi la prossima settimana alla Russia? E’ il quesito su cui a Kiev si interrogano tutti, dalla politica ai media e naturalmente la popolazione, stanca, stremata e soprattutto disgustata dall’ultimo scandalo di corruzione. Zelensky, in ogni caso, almeno apparentemente tiene duro. Dallo scandalo non è personalmente coinvolto ma molti si chiedono come sia stato possibile non vedere quello che stavano facendo i suoi più stretti collaboratori. Intanto, il presidente ha cambiato la squadra, sostituendo i “titolari” e inserendo nella formazione di Miami, dove in questo momento si stanno tenendo i colloqui, altri pezzi da novanta.
Si parla di affari e di miliardi già in parte sottoscritti fra Washington e Mosca, o meglio fra i più stretti collaboratori dei due presidenti, sulla pelle degli ucraini, destinati, prima o dopo, a pesanti concessioni. Anche perché i protettori di Kiev, ovvero sia gli europei, continuano a “giocare” in panchina. I partner europei, e soprattutto le loro opinioni pubbliche, sono rimasti scossi dallo scandalo corruzione. La situazione al fronte è precaria: la nebbia di questi giorni su Pokrovsk, il punto più caldo del Donbass, sta favorendo il nemico, che si infiltra nei vicoli della cittadina senza essere intercettato. La guerra resta una priorità per Mosca: mentre continua l’avanzata della sua Armata in Ucraina, Vladimir Putin ha confermato l’andamento delle spesa militare avviato nell’ultimo decennio, approvando per l’anno prossimo spese per quasi 170 miliardi di dollari, quasi il 30% dell’intero bilancio federale. La Turchia ha giocato un ruolo “per l’Ucraina qualche mese fa con la possibilità di dialogo tra Ucraina e Russia. Il presidente Erdogan ha aiutato molto a convocare le due parti.
Giuseppe Basilico

Lascia un commento