
Altro che “aboliremo la Fornero”, in futuro in alcuni Paesi con età media elevata, tra cui l’Italia, l’età pensionabile potrebbe crescere fino 70 anni, contro la media dei Paesi Ocse a 66,1. E’ la stima contenuta nello studio dell’Ocse ‘Pensioni in sintesi 2025’. Il tasso di occupazione dei lavoratori di età compresa tra 60 e 64 anni “è raddoppiato dal 2012, ma, attestandosi al 47% in Italia nel 2024, è ancora di 10 punti percentuali al di sotto della media OCSE”, si legge nel testo. “Ulteriori miglioramenti nell’occupazione dei lavoratori più anziani – aggiunge la ricerca – attutirebbero il forte calo previsto della popolazione in età lavorativa in Italia, di oltre un terzo entro il 2060. Questo calo avrà un impatto negativo sia sulla base contributiva pensionistica che sulla crescita del PIL”. Attualmente, ricorda l’Ocse, l’età pensionabile è indicizzata interamente all’aspettativa di vita in Danimarca, Estonia, Grecia, Italia e Repubblica Slovacca, mentre in Finlandia, Paesi Bassi, Portogallo e Svezia viene aumentata di due terzi dei guadagni in aspettativa di vita. Eliminare gradualmente la possibilità di andare in pensione prima dei 64 anni, stima l’Ocse, “è essenziale per aumentare l’occupazione in età avanzata e limitare l’attuale pressione fiscale”. In media, nei paesi OCSE, la maggior parte dei quali non invecchia alla stessa velocità dell’Italia, l’età futura del pensionamento anticipato è di 63,9 anni. “Limitare le opzioni di pensionamento anticipato a tre anni al di sotto dell’età pensionabile legale sarebbe più coerente con le tendenze dei paesi OCSE e sufficientemente flessibile, soprattutto considerando l’elevata aspettativa di vita e l’elevata spesa pensionistica in Italia”, annota l’Ocse. (AGI)
Redazione Avanti online

Lascia un commento