La “rottamazione” ha subito in casa sua una sonora sconfitta. Lo strano caso della ex Sovrintendente del Maggio Fiorentino, Francesca Colombo che licenziò ingiustamente la responsabile stampa, Susanna Colombo.
Era stato uno dei primi (e pochissimi) casi di rottamazione applicata. Per di più nella patria della rottamazione e del suo ideatore, Matteo Renzi. Correva l’anno 2010, primo dell’era renziana nella patria di Dante e Machiavelli. Dopo quattro anni, l’esito è stato disastroso: tanto disastroso che di più davvero non si può. Una debacle sintetizzata in tre parole: rottamata, reintegrata e risarcita.
La storia è di quelle che “attizzano” ogni genere di curiosità. Ed ha per principali protagoniste due signore con lo stesso cognome, Colombo. Susanna, la vittima e Francesca, la carnefice. La prima all’epoca da oltre venti anni responsabile dell’ufficio stampa del Maggio musicale fiorentino. La seconda, rampante ingegnere e senza un particolare curriculum chiamata alla guida della prestigiosa istituzione fiorentina. Fra la sorpresa generale: donna e giovane, giusta per l’ideale del rinnovamento ad ogni costo proclamato dall’allora neo sindaco. Tanto giusta da garantirgli, scrissero allora i giornali, una remunerazione di trecentomila euro annui, cento in più rispetto agli altri teatri di pari livello. La signora era la compagna del finanziere Francesco Micheli, non del tutto assente quando Francesca, a Milano muoveva i primi passi nel campo della organizzazione degli eventi musicali. In occasione del Natale di quello stesso anno, il 2010, Francesca , insieme agli auguri di Natale annunciò a Susanna che il contratto, in scadenza il 31 dicembre, non le sarebbe stato rinnovato. Una decisione che suscitò grande clamore nel mondo della musica fiorentino e della stampa. Susanna godeva di grande considerazione ed era da oltre un ventennio il vero punto di riferimento del Maggio, sempre accanto ai grandi Maestri come Zubin Mehta ed ai sovrintendenti che si succedevano. Gli interrogativi si rincorrevano in città: a Francesca Colombo faceva ombra Susanna Colombo? Voglia di mostrare il temperamento decisionista, un po’ come gli arbitri di calcio che tirano fuori i cartellini per paura che la partita sfugga loro di mano? Pura arroganza? O insicurezza che si tramuta in aggressività? Non c’era motivo di scegliere l’una o l’altra di queste ipotesi. E’ più probabile che a determinare la decisione del licenziamento vi abbiano contribuito tutte.
Ma oggi il giudice del lavoro del tribunale di Firenze ha certificato che quel licenziamento fu illegittimo e cheper questo Susanna Colombo, ex responsabile dell’ufficio stampa del Maggio Musicale fiorentino, dovrà essere reintegrata, “con un rapporto a tempo indeterminato full time”, nelle funzioni dalle quali venne allontanata il 24 dicembre 2010. Dovrà anche essere risarcita. Il tutto verrà a costare alle esangui casse del Maggio Fiorentino qualche centinaio di migliaia di euro.
Per Susanna Colombo la fine di una grande ingiustizia pagata con enormi sofferenze. Per l’altra Colombo, Francesca l’ennesima brutta figura che mette il sigillo a fiaschi in gran numero accumulati nei tre anni scarsi di guida della istituzione musicale fiorentina: programmazioni discutibili, buchi di bilancio, calo di spettatori, etc. Tanto che Renzi, che l’aveva nominata ad ogni costo (in senso letterale, non metaforico) dovette poi disfarsene per non condividerne il disastro.
Resta solo da capire se la ex Sovrintendente sarà chiamata a risponderne. E se, veramente, la responsabilità dell’ingiusto e immotivato licenziamento fu tutta sua.

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