Caro Nicola,
sai bene che ieri sono pervenuto a Roma, presso la riunione autoconvocata, solo per omaggio alla tua persona.
Questa pubblica affermazione non è l’anticipazione di un diritto al ringraziamento ma la chiave di accesso –anche la sintesi e conclusione- delle mie considerazioni e valutazioni sull’avvenimento in sè e sulle desunzioni e risoluzioni che se ne devono, a mio avviso, trarre.
Sgombrando il campo da ogni sotterfugio dialettico credo sia emerso palesemente che la tua moderata azione, gradualistica, per portare alla aggregazione su una comune piattaforma politico/programmatica si sia dimostrata non praticabile, per un radicata alternanza di interessi e indirizzamenti diversi che si sono rivelati.
Ho dovuto prendere atto che il tuo intervento, capacemente propositivo e illuminato nei toni, non ha trovato quell’adesione, quell’affidamento riflessivo, che pure, per i suoi significati, meritava.
Non è questa lettera una attestazione di una ”sconfitta”. Traggo, dall’esperienza, una crescente considerazione per la tua politicità. Che, però, invito ad essere consapevole e determinata sino in fondo.
Caro Nicola,
credo –e giro questo mio credo a quanti leggeranno- che la tua attesa -nonchè sensibilità- verso l’autonomia di una aggregazione laica liberale e socialista (come ti piace affermare) vada –questa si, autonomamente- affermata. Credo che i tempi dei tentativi e dei tentennamenti, delle attese e dei gradualismi, delle aggregazioni e federazioni varie, non abbiano più ragione e spazio.
Molti sono attenti alla tua persona e a quanto vai proponendo e lavorando. Un’attenzione che non desidera essere coinvolta in artefizi, la tua prudenza e sincerità ne sono consapevoli. Un’attenzione guadagnata sul campo e che su questo campo intende progettare, aggregarsi, lottare.
Qui è, quindi, un invito: preparare e avviare il processo politico che hai pensato. Costituendo una realtà politica (quale sia il nome non importa, ma potrebbe anche essere “pensalibero”, che già ne rappresenta il punto di discussione e coagulo) che, consentimi, trovi il collante primordiale nell’enciclopedismo, attualizzandolo. Così da superare d’un colpo -con il ritorno al prologo delle teorie politiche da cui ognuno per varie espressioni proviene- divisioni e contrasti ipotetici e formali, finanche setacciando interessi. Condensando dialettiche di confronto per un progetto autenticamente innovativo.
Progetto che, già di per sè, può manifestarsi nella formulazione e applicazione della democrazia telematica, con quelle forme ritenute più confacenti ai conferimenti delle deleghe e, perchè no, alla raccolta dei fondi necessari al mantenimento della struttura.
Ti invito, quindi, ad assumere le responsabilità che la fiducia e la stima di quanti ti conoscono, anche solo attraverso i tuoi editoriali, riversano e riverseranno sulla tua persona.
So che tu sai che non ti troverai solo e gradirei che alla fine di questa mia si attivasse un sondaggio: un si o no alla costituzione di quella formazione politica -qui auspicata- che sia espressione della tua attenzione sociale.
Ti ringrazio per la considerazione che vorrai avere di questa mia,
tuo,
franchini
napoli 11 febbraio 2007

Concordo con Franchini. La politica avviene sempre in serra, aspettare maturazioni naturali non porta a nulla, una decisione nel senso auspicato da Franchini apre uno spazio, e in uno spazio si agisce con intenti comuni o divergenti. Destra e sinistra attuali hanno la forza per reiterare all’infinito le loro contraddizioni perché la società italiana vive da decenni nell’instabilità senza prospettiva di mutamento, e la confusione tra cambiamento e instabilità fa il gioco dei due poli. A.D.