Senza una bozza di regolamento le primarie sono confusionali, oscure e dall’aria losca di palazzo.

Ma in tutto questo i giovani candidati che non possono godere della stessa visibilità e dello stesso prestigio di esponenti quali David Sassoli, capogruppo del Pd al Parlamento europeo, oppure Paolo Gentiloni, ci rimettono o ci guadagnano? Ovviamente possono solo rimetterci.
Giovani come Mattia Di Tommaso, infatti, giovanissimo candidato in quota Psi (27 anni), che vengono dal mondo universitario e dell’associazionismo vorrebbero senza dubbio un regolamento preciso. Regole su cui basarsi per gareggiare e per confrontarsi con gli altri candidati economicamente più forti.
Senza una bozza di regolamento le primarie sono confusionali, oscure e dall’aria losca di palazzo. Ad oggi, salvo un susseguirsi di articoli e comunicati stampa che giorno dopo giorno fanno uscire nomi nuovi di aspiranti sindaci (Smeriglio, Prestipino, Sassoli, Gentiloni, ecc…), non sappiamo nulla di tali primarie. Neanche un programma, né un manifesto dei valori.
L’unico candidato che abbia reso pubblico, infatti, oltre alla propria foto in bella vista e i migliaia di elogi del curriculum personale, un programma concreto e qualche proposta mirata nel territorio è stato proprio Di Tommaso. Il giovane candidato proprio in un articolo di questa settimana su Roma Today ha reso noto il suo impegno, qualora fosse lui il futuro sindaco della capitale, per rendere il servizio della Metropolitana romano efficace al pari di quello delle altre metropoli europee. E’ impensabile, secondo il candidato socialista, che una città come Roma, capitale d’Italia e tra le città più importanti d’Europa e del mondo debba avere un servizio importante come quello della Metropolitana attivo solo sino alle nove di sera.
Dal nome si è dunque passati alle proposte. Dalle primarie delle persone alle primarie delle idee. Saranno in grado di capirlo anche gli altri autorevolissimi candidati? Oppure continueremo ad essere bombardati dalle loro gigantografie che li ritraggono in posa?

Giusto, infatti io voto MATTIA DI TOMMASO