Il suo risultato non sarà il miglior candidato del centro sinistra, ma se ci sarà ancora o no un centro sinistra.
Tutto è possibile dopo le ultime vicende sulle primarie del Partito democratico. Quando la sinistra è convinta di vincere, fa errori che compromettono la vittoria. La competizione a quattro si sta polarizzando su due competitors. Il suo risultato non sarà il miglior candidato del centro sinistra, ma se ci sarà ancora o no un centro sinistra. Bersani e Renzi rappresentano due linee alternative. Vendola è stato chiaro: se vince Renzi l’accordo siglato non c’è più. In questa situazione si dovevano fare prima le primarie nel solo Pd e solo dopo, le primarie della coalizione proposta dal vincitore. Per Renzi già arrivare al ballottaggio è una mezza vittoria; inoltre, più sarà stretto il margine della vittoria di Bersani, che si dà per scontata, più sarà negativo l’effetto politico. L’agenda è diventata quella di Renzi: prima ha tenuto campo la rottamazione, poi le Cayman e adesso le regole delle primarie. Con la legge elettorale in preparazione, dal Porcellum al Vaccarellum, Pd e Sel non avranno la maggioranza. In più, quanti saranno i parlamentari renziani? E quanti saranno i margheriti/popolari non renziani, che Bersani si dovrà caricare sul gobbo (non sono talmente stupidi da mettersi con Renzi, che li vuole rottamare)? La presenza di Vendola al primo turno aumenterà la partecipazione di sinistra, non interessata al duello interno al Pd, ma lo scontro decisivo sarà quello tra Renzi e Bersani. Penso che sia chiaro a tutti che, se Renzi arriva in testa al primo turno (oggi nessuno scommetterebbe contro questa possibilità) e Bersani vince soltanto al secondo turno, grazie all’apporto dei voti di Vendola, è quello che si chiama il bacio della morte. Non c’è da stare allegri.
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