Su consiglio dell’ ambasciatore a Roma, che evidentemente conosce bene il suo mestiere, il governo egiziano avrebbe chiesto una consulenza al celebre prof . Rodotà, su come dribblare le sempre più pressanti richieste di chiarimenti e informazioni sul caso Regeni. Semplicissimo, ha detto l’austero professore, basta invocare la tutela della privacy, e non dovrete neanche dirgli l’indirizzo dove abitava. Guardate in Italia, dove la gente non sa più cosa firma perchè dovrebbe leggere 8 pagine scritte in piccolo in cui l’ENEL spiega quanto e come tutela la privacy del suo contatore…E’ grazie ai moduli della privacy che le banche riescono a bidonare i loro clienti…Per il governo egiziano, che non sa neanche quale dei suoi dodici servizi segreti ha torturato per otto giorni un ragazzo che non sapeva cosa doveva dire per farli smettere, è stato un invito a nozze: anche loro, ma non per ragioni di privacy, non sanno quanti sono e come si chiamano i loro servizi segreti. Per cui l’unico che la pagherà è il funzionario che ha parlato di lesioni: indicare una causa di morte che vada al di là della tautologia dell’arresto cardiaco è gravissima violazione della privacy…
Il prof. Rodotà, nume tutelare delle cento sinistre al di là del PD, ha spinto la sua ossessione per la privacy a far sì che di queste sinistre non si sa quante sono, come si chiamano e chi le compone e scompone.
Per quanto riguarda i servizi segreti , anche noi abbiamo qualche problema di identificazione e conteggio. Ma almeno abbiamo un comitato parlamentare di controllo, affidato a un membro dell’opposizione, in genere inquisito o suonato (come Rutelli, che non sapeva cosa faceva il tesoriere del suo partito). E, col governo Renzi, per la prima volta nella storia patria, c’è un sottosegretario con delega che ne capisce (Minniti), e questa è una delle ragioni per cui bisogna far cadere il governo al più presto…

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