Non saremmo a due mesi dal voto senza un governo. Non avremmo i Bersani, Berlusconi, Grillo impegnati in una partita a carte coperte, con bluff e rilanci, come se la posta in gioco non fosse l’interesse di tutti ma il tesoretto personale.

I partiti non sono rose e fiori. Ma sempre meglio di questa melassa, di questa classe politica formatasi non si sa come. Non saremmo arrivati alla elezione del presidente della repubblica senza sapere cosa sarebbe potuto accadere. E non saremmo a due mesi dall’esito del voto senza un governo. Non avremmo i Bersani, Berlusconi, Grillo, di turno, a fare melina. O, nella migliore delle ipotesi, una partita a poker a carte coperte, con bluff e rilanci, come se la posta in gioco non fosse l’interesse di tutti ma il tesoretto personale. Gli “organi” dei partiti sarebbero stati investiti del problema, avrebbero deciso ed ora o avremmo un governo o staremmo viaggiando verso nuove elezioni, altro che altre settimane di irresponsabile attesa.
Oggi si pretenderebbe di sostituire i partiti con una sorta di assemblearismo informatico. Lo abbiamo già avuto, nelle università e nelle fabbriche il culto dell’assemblea, l’illusione della democrazia diretta. E abbiamo visto come è finita. Delle assemblee si impadronivano i più facinorosi, tanto che molti cedettero alla illusione di fare la “rivoluzione”. Ci rimisero i più poveri di spirito, i semplici. Perché i “caporioni” andarono, invece, a ricoprire incarichi e godere gli agi del sistema che poco prima affermavano di volere abbattere. Avevano finito la loro vacanza e tornarono, accolti a braccia aperte, nel loro ambiente borghese. Cioè da dove erano venuti per andare a fare la loro improbabile rivoluzione.
Diamoci da fare per avere partiti come si deve. Ricordiamoci dell’adagio secondo il quale non bastano i partiti per fare la democrazia, ma non esiste democrazia senza partiti. Ripuliamoli, leghiamo un modesto finanziamento pubblico, magari tramite il meccanismo del cinque per mille, al rispetto della democrazia interna e della trasparenza. Ma mettiamo fine agli improvvisati cultori di confuse nuove forme di democrazia. Restiamo ancorati ai modelli già sperimentati, che, del resto, sono in vigore in tutto il mondo maggiormente sviluppato.
Nelle fasi turbolente e confuse ci rimettono i più deboli. Succede sempre quando vengono invocate rivoluzioni che non si fanno. Se poi si dovessero realmente fare, sarebbe anche peggio.

Bisogna incominciare a rifare la nostra Costituzione. Ha ragione Orsini. Ha fatto malissimo la RAi a fare la trasmissione di Benigni. Ora tutti, anche professionisti seri e intelligenti, dicono:”Rifare la Costisuzione! Ma se la nostra è bellissima! Hai visto la trasmissione di Benigni?”. E allora ti cascano le braccia! Ormai più nessuno adopera il cervello! Tutti si fanno imbambolare dai massmedia. E’ angosciante!