Dalla Ruota della Fortuna, che lo vide protagonista di successo a soli diciannove anni, al Rischiatutto. Matteo Renzi, ‘’il ragazzo’’, cosi’ come con paternalistica sufficienza veniva chiamato da certi maggiorenti del Pd, ha vinto giocandosi la partita senza paracadute, pronto a lasciare sul piatto un futuro da politico che oggi si annuncia di lungo corso. “Se perdo torno a lavorare”, aveva detto ai blocchi di partenza provocando battutine e commenti dubbiosi anche quando non volutamente malevoli. Non ha perso, ha vinto una corsa senza gregari in prestito dall’ establishment tradizionale e tuttavia non potra’ fare a meno di lavorare, e lavorare duro, per rialzare una citta’ prostrata da anni di potere, sottopotere, attivita’ e iniziative collegate, gestiti secondo il criterio dell’ appartenenza a spese della competenza, della capacita’ di immaginare, programmare e avviare un futuro degno dell’ eredita’ storica di Firenze.
Per molti elettori, anche non tradizionalmente di sinistra, Renzi ha rappresentato la speranza di infrangere la cupola di cristallo che da anni sta soffocando questa citta’ e questa regione. Ora questa speranza e’ a un passo da Palazzo Vecchio. Sta a Renzi imboccare la strada giusta per un ingresso trionfale e, soprattutto, far si’ che questa speranza non si perda negli stretti meandri dei compromessi, dei debiti di riconoscenza, della ricerca del consenso ad ogni costo.
Ma sta anche al suo partito, a quel Pd ancora in cerca di un’anima, capire che affidarsi al volto di un trentaquattrenne che ha voglia di rompere gli schemi consolidati, puo’ essere un’ occasione da non perdere. Il Pd dovra’ quindi rinunciare alla tentazione dei veti incrociati, delle piccole vendette personali, delle inutili rivincite a tempi scaduti, che potrebbero indebolire la campagna elettorale che ci condurra’ alle elezioni amministrative del prossimo giugno. Non e’ facile prendere atto che la vittoria alle primarie di Renzi, cui si e’ cercato di sbarrare la strada in ogni modo – persino inventandosi la regola del ballottaggio – ha in realta’ segnato l’ inizio di un cambio generazionale al potere. Chi ha perso, non e’ stato solo per ragioni anagrafiche. Ha contato la contiguita’ con l’ ordine costituito, come nel caso del quarantacinquenne Pistelli, troppo silente e troppo comodamente collocatosi a fianco di un leader sempre piu’ appannato come Veltroni, per il quale si era organizzato un plebiscito in forma di primarie.
Gli ottimi risultati raggiunti anche nei quartieri ‘’rossi’’ della citta’ non lasciano spazio alle illazioni su massicce trasfusioni di consensi da ambienti di centro destra. I competitori sconfitti devono prenderne atto e aiutare ‘’il ragazzo’’ a portare a termine la sua corsa e, soprattutto, aiutare il Pd ad uscire dalla trincea della conservazione e dell’ autoreferenzialita’, aprendo le porte del ghetto dei ‘’soliti noti’’. La difesa del potere per il potere non paga piu’. Servono le idee e chi ha il coraggio di mettersi in gioco per trasformarle in fatti.
La lezione dovrebbe valere anche per il centro destra fiorentino, da un decennio in fuga dalle responsabilita’, impegnato in un rinunciatario e non sempre limpido gioco alla meno che lo spinge a stare alla finestra piuttosto che essere realmente propositivo. In democrazia l’ opposizione e’ vitale, purche’ non sia resa asfittica dalla interessata preoccupazione di compiacere il principe o il console di turno.
Grazia Carifi

Caro Marzio ,se la parola “amici” ti disturba ,sostituiscitela pure con la parola “compagni” (ognuno si diverte come può :taluno scrive la parola anche con la Kappa). Io intendevo riferirmi alla squadra di persone che si trovano sulla stessa “lunghezza d’onda” ,nell’intesa e sostegno di Renzi .
Ma io ,ripeto ,resto preoccupato ; dato che la sopravvivenza del pantàno degli attuali “padroni del vapore” ( con le sue logge,cosche,camarille ,oltretutto trasversali ad entrambi gli schieramenti ) deve ancora subire colpi decisivi.
Non vedo come “traghettare una squadra di amici” possa farci uscire dal pantani degli altri amici. M.S
Non vedo come “traghettare una squadra di amici” possa farci uscire dal pantani degli altri amici. M.S
E’ vero ,”Servono le idee e chi ha il coraggio di mettersi in gioco per trasformarle in fatti. ”
Ma io sono ancora preoccupato . Già Razzanelli ,competitore piuttosto credibile nella corsa finale,pur riconoscendo il successo di Renzi , commenta che questi non sarebbe credibile in quanto già co-firmatario di tutte le decisioni messe in essere da Dominici. E forse potrà eccepirlo anche Valdo Spini , l’altro antagonista nella corsa alla poltrona ,con programma pure di discontinuità dai disegni dell’attuale “padrone del vapore”. Il quale,se appare patetico nel suo abbraccio al vincitore delle “primarie”,prima pubblicamente “sconsigliato”, lancia in ogni caso un messaggio di pericolosa “continuità”. Teniamo conto che tutte le cosche ,logge e cupole presenti nel PD ,se hanno perso le primarie ,sono poco disposte a perdere il proprio potere ,e faranno di tutto perchè ciò non avvenga. Se Renzi riuscisse a traghettare la propria squadra di amici oltre simile pantano ( cosa che mi auguro sinceramente ), sarebbe davvero un fenomenale “uomo nuovo” nella politica ,non solo fiorentina. Perchè non ci sarà nessuno dei competitori sconfitti ad “aiutare ‘’il ragazzo’’ a portare a termine la sua corsa “. Anzi…se tutti gl appalti portano “gratitudine” ,quella già incassata sarà un rèmora formidabile.