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Ritorno alla tradizione dell’immunità parlamentare

Oltre 2 milioni di elettori hanno scelto nel paniere degli impresentabili votando 25 deputati e 15 senatori. Ci sono nomi condannati eccellenti come, per la Lega, Bossi (Enimont e vilipendio alla bandiera), il tesoriere Centemero (Esselunga), per Fi, Berlusconi (frode fiscale, espulso dal Senato), la Brambilla (fallimento Trafilerie del Lario) e Miccichè (finanziamento illecito), per i Fratelli, Tremonti (alloggio via Campo Marzio).

di Giuseppe Mele | 19 Novembre 2022

Anche questo Parlamento sarà considerato delinquenziale dai giustizialisti. Erano 101 i candidati che avevano a che fare con la giustizia nelle molteplici vesti di condannati, prescritti, imputati, indagati puranco assolti per le motivazioni più varie, dalle gravissime come strage a quelle medie come riciclaggio fino alle talvolta ridicole delle spese pazze. Il metodo ormai standardizzato della marchiatura inquisitoria ha finito per perdere mordente e credibilità. Certe accuse sono di una tale gravità, da risultare farneticazioni. Le rimborsopoli, l’uso improprio dei fondi dei gruppi partitici regionali, invece sono state usate come lame affilate da un solo lato. Nel Lazio il comportamento disinvolto di alcuni capogruppo, rovinati politicamente e non solo,  fece cadere una giunta eletta ma, a comportamenti uguali, altri capogruppo fanno pacificatamente il sindaco. Il 5stelle, il partito che decise di fare sua la legalita-ta-ta-ta fa eleggere la condannata Appendino (disastro di piazza San Carlo ed eccesso di morti legati allo smog a Torino) e l’indagato Tucci (per frode fiscale). Segno che in fondo alla ghigliottina travagliesca non credono più neanche loro.

Oltre 2 milioni di elettori hanno scelto nel paniere degli impresentabili votando 25 deputati e 15 senatori. Ci sono nomi condannati eccellenti come, per la Lega, Bossi (Enimont e vilipendio alla bandiera), il tesoriere Centemero (Esselunga), per Fi, Berlusconi (frode fiscale, espulso dal Senato), la Brambilla (fallimento Trafilerie del Lario) e Miccichè (finanziamento illecito), per i Fratelli, Tremonti (alloggio via Campo Marzio). Tra gli indagati Salvini, imputato da ministro per Open Arms, Renzi e la Boschi (finanziamento illecito fondazione Open) e l’ex tesoriere Pd Bonifazi, ora renziano (caso stadio Roma di Parnasi). È indubbio che non solo per i loro elettori questi eletti rappresentino un pezzo grande, se non grandissimo, del Paese. L’uso dello strumento giudiziario per evitare il confronto politico però è stato del tutto consumato; di più è ormai screditato. Il ritorno in Senato del Cavaliere, l’uomo che battè la giustizia politica, ne è la prova provata.

La destabilizzazione giudiziaria prosegue concentrata sui 26 del centrodestra, sugli 8 deputati e 2 senatoriimputati leghisti (Sammartino, corruzione; Furgiuele, appalti Piana di Gioia; Minardo, abuso d’ufficio; l’editore e re delle cliniche Angelucci, truffa e falso), sugli 8 indagati e imputati Fratelli, 7 deputati ed un senatore (Maullu, false comunicazioni fallimento Maxwork; Romani ex forzista, corruzione; Caiata, corruzione e riciclaggio; Foti, corruzione lavori pubblici; Testa, fallimento De Nicola; Fidanza e Calovini, atti contrari ai doveri d’ufficio) e sui 7 imputati e assolti forzisti (Lotito prescritto Calciopoli, Multopoli e aggiotaggio; Occhiuto, fallimento Ofin; Silvestro, tentata concussione e falso; Cappellacci, corruzione e peculato, assolto per P3). Anche Italia viva ha i suoi imputati, 3 deputati ed un senatore (Castiglione, ex alfaniano re delle preferenze siciliane, corruzione elettorale e turbativa d’asta Cara di Mineo). Romano di Noi moderati alla terza assoluzione ora è indagato per fornitura di mascherine a Bagheria.

Rimborsopoli è quasi una specialità leghista da Bruzzone in Liguria a Carloni nelle Marche, la Maccanti in Piemonte (ma la Montaruli e Molinari sono stati assolti dalla Cassazione), Cecchetti e Romeo con il moderato Colucci in Lombardia; a parte il destro Zaffini in Umbria. Ci sono anche 4 deputati e un senatore Pd imputati dalla new entry De Luca junior (imputato bancarotta crac società immobiliare Ifil, crack Amato e pagamenti Del Mese) a D’Alfonso, (falso ideologico), Fassino (turbativa d’asta Salone del libro. eccesso di morti smog), Stefanazzi (finanziamento illecito primarie 2017) al senatore Meloni (peculato presunti rimborsi illegittimi Pd).Il sogno giudiziario sarebbe commissariare istituzioni, enti e partiti dove ci siano indagati come si fa con tante giunte elette nei piccoli paesini meridionali. L’indagine, una volta decisa, senza alcuna responsabilità del decisore, sarebbe sufficiente a cancellare il voto e la volontà degli elettori.

Il ficcante Fotto quotidiano, assieme agli irosi cattomoralisti, garantisce una continua, aggiornata e palesemente inutile informativa, spesso caricaturale, degli impresentabili e delle loro vicende. Ultimissimo il coinvolgimento nei guai dei familiari del fratello Donzelli. È evidente l’esigenza di tornare all’immunità parlamentare come pensata dai costituenti a bilanciamento dei danni prodotti dalle guarentigie sulla magistratura decise dalla monarchia proprio all’ultimo quarto della definitiva eclisse. Questo il senso dell’appello ad un nuovo orgoglio dei rappresentanti del popolo auspicato dal neo Presidente della Camera Fontana.

Giuseppe Mele

Pubblicato in : EditorialeTag: berlusconi, bossi, danni, De Luca, fallimento, italia, lega, lombardia, magistratura, meloni, parlamento, pd, presidente della camera, primarie, renzi, riciclaggio, roma, senatore, tremonti

Info Giuseppe Mele

Studi tra Bologna, Firenze e Mosca.Già attore negli ’80, giornalista dal 1990, blogger dal 2005. Consulente UE dal 1997. Sindacalista della comunicazione, già membro della commissione sociale Ces e del tavolo Cultura Digitale dell’Agid. Creatore della newsletter Contratt@innovazione dal 2010. Direttore di varie testate cartacee e on line politiche e sindacali. Ha scritto Former Russians (in russo), Letture Nansen di San Pietroburgo 2008, Dal telelavoro al Lavoro mobile, Uil 2011, Digital RenzAkt, Leolibri 2016, Renzaurazione 2018, Smartati, Goware 2020,Covid e angoscia, Solfanelli 2021, Il Male assoluto sullo schermo 2022.

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