Mentre le “truppe scelte”di Renzi continuano con sempre maggiore difficoltà a sconfiggere gli avversari nello scacchiere principale, quello romano, inteso come Parlamento e Governo, alle sue spalle la situazione si è fatta per lui critica.
Risultati elettorali: ora il vento soffia in faccia a Renzi
Non molto tempo fa, mentre eravamo tutti assordati dal generale tripudio per le magnifiche sorti e progressive di Renzi e del suo governo, pubblicammo su Pensalibero una riflessione controcorrente. Il succo era questo: Renzi è arrivato dove è arrivato grazie ad una abilissima guerra lampo. Ed è costretto a proseguire con questa tattica, perchè se si ferma è perduto. Citammo (poichè ci sono similitudini reali fra l’arte della politica e l’arte della guerra) l’esempio della campagna di Hitler in Russia nel corso della seconda Guerra mondiale. Prima di sconfiggere definitivamente i sovietici, i tedeschi trovarono ostacoli che ne rallentarono l’avanzata. Intanto, nelle retrovie, il nemico si riorganizzava e portava colpi micidiali all’esercito tedesco. Andò come tutti sappiamo.
I risultati di questa tornata elettorale, le regionali ed i ballottaggi ai comuni, stanno dando drastica conferma a quella analisi. Mentre le “truppe scelte”di Renzi continuano con sempre maggiore difficoltà a sconfiggere gli avversari nello scacchiere principale, quello romano, inteso come Parlamento e Governo, alle sue spalle la situazione si è fatta per lui critica. Il suo partito in periferia è diviso in gruppi perennemente in lite e il numero delle sconfitte preoccupa per quantità e qualità: Venezia capitola dopo 22 anni di amministrazione di centrosinistra e, nella sua Toscana, ad Arezzo, patria del suo ministro più rappresentativo, Maria Elena Boschi, artefice delle riforme istituzionali, un centrodestra “moribondo” gli sfila il governo della città dove aveva raggiunto il record di voti solo lo scorso anno alle europee.
Inutile farsi illusioni: il vento è cambiato. Non si sa ancora come e chi potrebbe vincere contro Matteo Renzi. Ma si è capito che può avvenire. E per l’eterna legge del contrappasso, l’Italicum, ovvero la nuova legge elettorale per la quale Renzi si è tanto speso, potrebbe essere decisivo per la sua sconfitta.
Anche questo risponde ad una regola antichissima: i guai ai quali vanno incontro gli apprendisti stregoni. Che tali si sono dimostrati i fautori delle indecenti nuove regole elettorali e costituzionali.

Ti ho detto. èer lui è come una partita di Risiko, me la gioho!
Valls in Francia fa lo stesso, ricoore al 49-3 per non discutere neanche in aula, roba da dittatura.
Il ricatto ritiro degli emendamenti alla riforma della scuola o niente assunzioni, ha davvero un che di miserabile. L’individuo di Palazzo Chigi crede che il governo sia casa sua.
Poverino Marzio, spari su uno che prende legnate da tutti, passato dalle stelle boschive alle stalle di Rignano.
Ora non serve quasi piu’, mi ricorda la canzoncina “E Pippo Pippo non lo sa……che quando passa ride tutta la città!”.
Il rottamatore auto-asfaltato ci mancava in Italia. Ma lui è auto, auto didatta, auto convinto, auto eletto, auto nominato, auto tutto. Poerello, giriamo pagina e vediamo cosa c’é dietro l’angolo.
Sta emergendo il delirio politico complessivo dell’individuo di Palazzo Chigi, che è soprattutto delirio mentale. Il nostro si sta accorgendo che governare l’Italia non è come scaldare i muscoli da scaut cattolico che scalpita per entrare in campo. Dopo averci assillato per anni con le scempiaggini della Leopolda per cui in epoca di internet si impongono le scelte politiche veloci pragmatiche e non ideologiche, e quindi interventi manageriali degni di un c.d.a. , ora ci viene detto che con la tecnocrazia bisogna farla finita e bisogna tornare alla politica vera ( leggi ideologia ). Non contento di questi veri rantoli cerebrali, l’ultima dell’individuo di Palazzo Chigi è davvero da ambulatorio di igiene mentale: “ Basta con le primarie, occorre un partito alla Obama e non alla Pajetta “. Basta con le primarie! Ma le primarie non dovevano essere il mitico motore del rinnovamento dei partiti tanto sbandierato alla Leopolda e che incantò tanti creduloni? Ma le ciliegia più ghiotta, e vero sintomo di un disfacimento neurale galoppante, ce lo dà il “ partito alla Obama ma senza primarie “. Come? Ma le primarie non erano la gioia della democrazia degli states? E poi che significa basta col partito alla Pajetta? Qua il nostro batte in volata l’anticomunismo fuori tempo massimo di Berlusconi. Pajetta? Ma di cosa parla questo poveraccio? In quali anfratti vive? Eccoci alla dimostrazione che una volta esaurito l’ABC del repertorio alla Mike Buongiorno, l’individuo di Palazzo Chigi è nel marasma totale, non sa più cosa dire e fare, se non provare la più cupa nostalgia per l’untuoso raduno di bimbetti scaut cattolici di qualche giorno fa in Piazza S.Pietro, dove certo covava un altro suo simile pieno di sògni. O Matteo, come sarebbe bello ritornare all’infanzia vera e non quella a cui sei psichicamente condannato. Renzi Matteo, accetti un consiglio: dia le dimissioni e si prepari al concorso per essere assunto come portiere al Comune di Rignano sull’Arno.
Sono arrivate due rondini, se una non fa primavera due possono annunciarla. La terza Il presidente del Senato, si è tolto un sassolino giusto oggi.
Mah, non la vedo buona per il gruppo Renzi.
Come diceva quell’adagio: Dio è morto, Marx pure e neanch’io mi sento molto bene.
Analisi condivisibile e interessante il paragone storico.
Purtroppo quando ci si comporta come Renzi si è comportato, si puo’ solo dire “Chi la fa, l’aspetti”.
Detto questo, sono stupito dal cambio di direzione del vento, che pare piu una buriana, una tempesta estiva che fa disastri.
Non mi sarei mai immaginato che Renzi distruggesse il suo capitale in cosi poco tempo, altro che 2018…..la cosa sconvolgente è il continuo calo dei votanti (che non metti in evidenza), ieri il 54% degli aventi diritto non si è recato alle urne.
Ma Renzi si dimostra un Re nudo, l’enfasi della sua Presidenza del semestre italiano si conclude con una bella porta in faccia della Francia, che sottolinea “è un problema dell’Italia”, e in effetti le agitazioni di Alfano con partito al 3% e un Renzi che perde ovunque, lasciando Arezzo della Boschi al centrodestra e il tracollo sardo, non servono a risolvere il problema immigrati.
Un governo serio, avrebbe gia risolto il problema. Un Presidente della Repubblica altrettanto serio, dovrebbe a conti fatti sciogliere le camere e togliere la fiducia, ormai tolta dagli italiani, a Renzi.
Con buona pace dei Leopoldiani, Renzi ha fallito.