Dalla parte della signora che orinava in Piazza Indipendenza
Pubblicato in : Il punto del Direttore
Info Nicola Cariglia
Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

E ci risiamo, turista canadese multato di 400 euro per aver pisciato sulla cupola del Brunelleschi. Causa dovrebbe farla lui al Comune, assurdo far visitare una qualsiasi cosa senza prima , durante o dopo poter fare i propri bisogni. In piu quando si paga un biglietto! Che Paese di M…..
Pardon, mi è scappata la V al posto della C, VC, ma resta in tema, il Vaso e il VC
Marzio, chi s’accontenta gode. Puoi sempre metterti in lista per vedere se Marte fa piu al vaso tuo! ;-)
Paolo, beato te che a accontentarti hai il mondo intero a disposizione.
Caro Valentino,
problema antico e, dunque, ancora maggiori le colpe per non averlo risolto. Trenta anni fa, da vicesindaco e assessore al turismo dovetti inventarmi non ricordo più cosa, per fare una convenzione in base alla quale un ristorante appena aperto su una stradina che sbuca in Piazza Signoria metteva a disposizione del pubblico alcuni bagni. Il Comune non spendeva una lira ed il ristorante si riteneva appagato della pubblicità derivante dalla vicinanza con i pubblici gabinetti. Incredibile! Ma da la misura di quanto il problema fosse (sia ancora?) sentito.
Scusa Marzio, dicci quale città ritieni degna della tua approbazione, ma credo che non l’abbiano ancora creata.
Mi sembri l’Incontentabile della vecchia pubblicità.
Sarebbe bene che la moderazione delle passioni non venisse dalla paura delle parole rischiando la moderazione dell’intelligenza. Le amministrazioni che in mezzo secolo dopo l’alluvione del 1966 si sono susseguite in Palazzo Vecchio decisero che la città diventasse l’attuale latrina patinata e rivestita dal suo tesoro più inutile che è il panorama, calcando l’acceleratore di una speculazione scambiata per crescita e che ebbe come presupposto delirante la furbizia cosmopolita di fare di Firenze il quartiere di svago delle grandi metropoli latrina della terra, come appunto New York. Le quali metropoli però possono permettersi un tasso di nomadi allogeni, turisti o pendolari, perché sono città che hanno poco o niente da difendere, perché distruggono e edificano a ritmo continuo. Ma Firenze non può permettersi questo tasso di nomadismo, alimentato guarda caso dai ceti alienati che vivono proprio nelle grandi metropoli latrine della terra e corrono qua a rifarsi l’anima con la pizza e il panorama. Se nella Grande Mela Appassita niente impedisce di impiantare un cesso pubblico o privato ogni dieci metri chiamandola civiltà, proviamoci a dare la stessa risposta a Firenze. Aver lavorato perché Firenze fosse la città agognata e il quartiere passatempo di tante città latrina planetarie fu una scelta generazionale sciagurata, complice il teatrino degli addetti alla cultura, tanto eruditi quanto allucinati tra le nuvole. Quindi auspico più attenzione a che la paura delle parole e la moderazione delle passioni non rischino la moderazione dell’intelligenza.
Caro Nicola, sono naturalmente d’accordo con te. D’altra parte la mia età (come sai non sono più, come si può dire, giovanissimo) mi rende molto sensibile al problema. Mi sono costruito una sorta di piantina per quando vado in centro a Firenze, in modo da non trovarmi in situazioni incresciose. Il mio “luogo comodo” (come dicevano una volta) preferito si trova in Piazza San Giovanni, proprio dove c’è la biglietteria per visitare il Duomo e il Battistero. E’ un luogo un po’ clericale, ma pazienza, è ben tenuto e con 1 euro me la cavo. D’altra parte il problema non è solo fiorentino. Negli Stati Uniti – e in particolare a New York – la funzione è svolta da quella istituzione benemerita che sono gli Star Bucks, dove il caffé è pessimo ma l’accesso ai WC praticamente istituzionalizzato. In altre città europee di più antica cultura invece è la mano pubblica che è intervenuta, come a Parigi o a Londra, con l’installazione di quegli orribili ma utilissimi gabinetti chimici che almeno possono servire per le emergenze. Comunque , come si diceva una volta, il problema è politico. Scherzo un po’ naturalmente, come nel resto del commento, però c’è qualcosa di vero. Gli amministratori pubblici dovrebbero porgere un orecchio più attento ai bisogni dei cittadini. Se fossero attenti a quelli fisiologici forse lo sarebbero anche ad altri. Un caro saluto, Valentino
Caro Nicola, la tua indignazione per Piazza Indipendenza ridotta a orinatoio è sacrosanta. Ma piscettare qua e là per la città sarebbe ancora il male minore, il fatto è che Firenze, nonostante la vulgata patinata per richiamare folle di disperati, resta una latrina insanabile da qui all’eternità, ossia da quando si decise di farne il centro forzoso della speculazione forsennata, e la speculazione una volta innestata non ha né correttivi né antidoti, dilaga senza fine, appunto fino alla citta metropolitana, e poi fino le regioni metropolitane e poi, e poi… requiescat. Si scelse di fare di Firenze un latrinume, e il risultato si è ottenuto. Magari a turbarci fosse solo una povera donna con l’urgenza di orinare. Magari.
Guarda, oltre che giusto, questo post è comico! Con quel che costa poi consumare a Firenze in un bar…..la civiltà sarebbero panchine pulite e abbondanti, wc automatici anche a pagamento e wc pubblici aperti sempre, soprattutto in luoghi come Piazza Indipendenza a Firenze.