
Le ultime sedute si sono rivelate estremamente altalenanti, con momenti di grande tensione nei diversi asset, anche se spesso non simultanei, ma traslati nel tempo, a dimostrazione di correlazioni intermarket instabili. Venerdì era stato il dollaro a schiacciare le valute concorrenti sul mercato dei cambi, mentre sia l’azionario, sia i bonds, avevano retto l’urto, peraltro legato alle solite ragioni, ovvero le aspettative di inflazione, le decisioni di politica monetaria delle banche centrali, e i timori legati all’escalation della tensione mediorientale. Analogamente gli indici di rischio, si sono alternati in rialzi e ribassi a seconda del momento, ma senza mai sfondare supporti e resistenze. La seduta di ieri invece, ha visto i cambi trovare un certo equilibrio con il dollaro che ha ripiegato contro Euro e soprattutto Sterlina. Per contro, sempre ieri, e in controtendenza rispetto al valutario, nel mercato dei titoli di stato, i rendimenti sono risaliti, alimentando un nuovo aumento dei timori verso nuovi rialzi del costo del denaro, mentre i mercati azionari americani hanno aperto in rialzo e hanno chiuso comunque in verde. Wall Street ha visto infatti il Dow Jones chiudere a +0.93% mentre l’S&P ha fatto meglio, +1.06% anche se il migliore, come al solito, è stato il Nasdaq a +1.2%. Proprio i tecnologici hanno fatto la parte del leone con Tesla e Nvidia tra i migliori, insieme ad Amazon e Microsoft. In Asia questa notte, i mercati azionari hanno seguito Wall Street, trascinati dall’ottimismo sugli utili trimestrali. Sempre nella notte sono uscite le minute della Rba, che come ricorderete, aveva lasciato i tassi invariati al 4.1%. Nello statement si legge che l’inflazione è ancora un pericolo, per cui potrebbero rendersi necessari ulteriori inasprimenti, almeno fino a quando l’inflazione non sarà tornata nell’intervallo 2- 3 per cento.
VALUTE.
EurUsd a 1.0550, in ripresa, mentre anche se non ha sfondato alcuna resistenza chiave, che al momento, interviene a 1.0590 00 e rimane vicino ai supporti chiave posizionati a 1.0520 e 1.0500. Cable che tenta la rottura al rialzo, anche se il punto chiave risulta essere 1.2220. Interessante nel caso di violazione, perché aprirebbe la strada al ritorno oltre 1.2300. UsdJpy stabile a 149.50 60, in equilibrio precario, sostenuto dal delta tasso, ma incapace di salire oltre per i timori di intervento della Boj sopra 150.00. Tentativi di ripartenza anche per Aud e Nzd, anche se molto lenta e poco volatile.
PETROLIO E ORO.
Stabili i livelli del petrolio, sia sul Wti che sul Brent con il primo che si e’ avvicinato alle resistenze chiave senza romperle, ovvero l’area appena sopra i 90 dollari. Nel caso di superamento di tale area, potremmo salire fino a 95.50, livello chiave di medio termine, che farebbe pensare, se violato ulteriormente al rialzo, ad una ulteriore accelerazione verso 102.00 area. Al ribasso, solo sotto quota 82.00 potremmo pensare ad un sell off fino a 72, supporto successivo. Passando all’oro segnaliamo i livelli chiave che passano a 1960 e 1988 al rialzo, il cui superamento farebbe pensare ad un ritorno anche sui massimi di 2100. Al ribasso, solo sotto quota 1810, potrebbe ripresentarsi il trend ribassista. Buona giornata e buon trading.
Saverio Berlinzani

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