Sabato 22 rientro in Toscana da Milano. Mi sintonizzo su 103.3. Sembra un bollettino di guerra. Code chilometriche in tutte le direzioni. L’A1 è un lungo serpentone di auto che si snoda lentamente. Ho un’idea brillante. Prendo la Parma la Spezia. Per un po’ va bene poi la notizia ferale: dopo Pontremoli 10 km di coda. Mi rassegno e mi metto in fila. Mentre avanzo metro dopo metro mi torna in mente il motivo dominante di tanti articoli e dichiarazioni dei mesi scorsi: “siamo in crisi, alla quarta settimana le famiglie italiane hanno finito i soldi”. Qualche entusiasta, se ricordate bene, arrivava a dire che alla quarta settimana mancava anche il latte per il bambini. Penso che il 22 del mese è proprio l’inizio della quarta settimana e sulle strade italiane ci sono 15 milioni di auto per il ponte del 25 aprile. Poi mi rassereno. Mi tornano in mente le parole di Fassino intervistato da Giuliano Ferrara ad Otto e mezzo, proprio alla vigilia di questo lungo ponte. Ebbene il segretario dei Ds affermava testualmente che non c’è nessun problema a reperire i soldi per tagliare da subito i punti del cuneo fiscale, come promesso da Prodi, perché il nostro Paese è la sesta potenza industriale del mondo e non sono certo le risorse a mancare. Meglio così. Vado a letto tranquillo, dopo un viaggio estenuante. Domenica 23 un’altra bella notizia. I giornali sono pieni delle dichiarazione di Draghi, rese nella prestigiosa sede del Fondo Monetario Internazionale a Washington. Ebbene secondo il Governatore l’economia del nostro Paese è in piena ripresa.
Diavolo di un Prodi. Non è ancora al Governo e già si sente la mano delle sue lungimiranti scelte politiche. Tiriamo tutti un sospiro di sollievo. Il latte è tornato nei biberon degli italici bimbi.
Ripresa in vista
Il latte è tornato sulle mense degli italiani. Prime reazioni positive dell’economia dopo la vittoria di Prodi alle elezioni.

Eppoi ci incazziamo se qualcuno che ha coraggio ci dice coglioni.
Siamo proprio dei coglioni, ma anche un po di più.
W. l’obiettività della stampa “libera (!?)”.