Al passaggio delle consegne la situazione dell’economia italiana non si presenta per niente male, visti i presupposti. Gli obiettivi indicati dal governo uscente per quello che riguarda il disavanzo pubblico non saranno probabilmente raggiunti ma la ripresa economica, abbastanza sostenuta, mitiga la situazione. Una manovra correttiva sarà comunque necessaria. La Bce la indica in sette miliardi, per il Fmi ne potrebbero bastare 5. La ripresa economica rende agevoli gli aggiustamenti necessari. Tagliando i conti pubblici e rilanciando la competitività si può sfruttare al meglio il ciclo espansivo che sta interessando l’Italia. Restano però all’orizzonte alcuni rischi che potrebbero rendere difficile la situazione. Li elenchiamo: il caro petrolio, il rialzo dei tassi, l’apprezzamento dell’euro sul dollaro, l’acuirsi della tensione negli equilibri geopolitici internazionali e infine le aspettative degli enti locali per quanto riguarda i trasferimenti. L’ultimo punto dipende interamente dalla politica nazionale ed è anche il più emblematico. Durante i cinque anni del governo di centro destra il pressing di Regioni ed enti locali sull’esecutivo è stato fortissimo. Il centro sinistra si è sempre schierato compatto con le richieste che venivano dal territorio. Diventa ora difficile deludere le attese anche se le cifre di cui si parla sono, e di molto, superiori alla manovra correttiva che gli organismi internazionali chiedono all’Italia. Per il solo comparto sanitario si parla di 9 miliardi di euro, per gli enti locali di oltre 2 miliardi. Sul tavolo anche la richiesta dei sindaci di istituire le tasse di scopo. Diventa quasi obbligatorio lavorare da subito a tagli consistenti della spesa pubblica. Ecco però il primo macigno. Bertinotti ha già messo le mani avanti. Il futuro Presidente della Camera non ha usato mezzi termini “Sono contrarissimo a tagli drastici alla spesa pubblica. Noi non siamo la Thatcher. Si possono combattere gli sprechi ma un dibattito sulla spesa pubblica senza guardare la sua composizione è solo ideologia neoliberista”. Non sarà facile per il nuovo governo mettere a punto la manovra correttiva e la Finanziaria.
Bertinotti detta le condizioni: la spesa pubblica non si taglia
Al passaggio delle consegne la situazione dell’economia italiana non si presenta per niente male e con operazioni di taglio dei conti pubblici e rilancio della competitività si potrà ridurre il disavanzo pubblico. Ma Bertinotti ha già messo le mani avanti

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