Giovani di oggi, giovani di ieri. Ideali di ieri, non-ideali di oggi
Una volta la vita civile era nutrita di ideali, di passione politica, di spirito di appartenenza e di identificazione. Una volta i giovani scendevano in piazza per contestare, per proporre, per esprimere il loro modo di sentire la realtà storica che vivevano e per proporre il loro modo di intendere il futuro. Oggi i giovani non scendono in piazza, non contestano, non si schierano e non parlano più di ideali. Oggi vanno di moda l’astensionismo, il disfattismo, il disimpegno e l’antipolitica, va di moda dire che tutto è sbagliato e che in politica l’uno vale l’altro. Una volta i partiti esprimevano coerentemente valori e idealità ai quali richiamavano il loro impegno politico e secondo i quali distinguevano la loro visione del mondo e il loro modo di intendere il futuro. Oggi i maggiori partiti che si contendono il governo del paese propongono programmi sovrapponibili, che si confondono tra di loro, e che quindi non caratterizzano né l’uno, né l’altro. La distinzione tra Pd e Pdl sembra più di natura personalistica che programmatica e progettuale e di conseguenza il voto destinato a Pd o Pdl è più simile ad una scelta di empatia verso questo o quel candidato premier piuttosto che ad un’adesione propositiva a valori ed idee. Difficile per un giovane sentirsi parte di un gruppo, riconoscersi in uno schieramento, difenderne i valori, se vive in un sistema in cui i valori sono sostituiti dal carisma…
Contrapposizioni
Il Pd candida nelle proprie liste esponenti e rappresentanti di diversa provenienza socio-economica, dal confindustriale all’operaio della fabbrica, e Fausto Bertinotti rimprovera a Walter Veltroni di non schierarsi da una parte o dall’altra: con il ‘capitalista’ contro l’operaio o con l’operaio contro il ‘capitalista’, secondo una vetero anacronistica visione del mondo e del sistema politico. Secondo quanto sostiene il candidato premier della Sinistra-L’arcobaleno, dunque, sembrerebbe che per sostenere gli interessi degli operai non è tanto utile il confronto, quanto la lotta dura senza paura. Oppure potrebbe sembrare che tutti gli imprenditori o ex-imprenditori siano necessariamente aguzzini affamatori di popolo! Oppure che non possa esistere un ‘capitalista’ che, prestato alla politica, pensi all’interesse comune del paese e di conseguenza anche a quello di chi lavora otto ore al giorno in una fabbrica, combatte quotidianamente contro il precariato e fatica ad arrivare a fine mese. Solo i Manichei, i comunisti d’antan e gli ex-democristiani che accusavano i comunisti di mangiare i bambini, pensavano ad un mondo diviso tra buoni e cattivi, bene e male, dove tutto il bene e tutto il male sono concentrati rispettivamente da una parte e dall’altra. Perché, come cantava la Bertè, i ‘cattivi’, così cattivi non sono mai…
Apologie & apologie
Fino a poco tempo fa pensavo che esistesse una legge contro l’apologia del Fascismo e che la nostra Costituzione dichiarasse illegittimo qualsiasi partito di chiara ispirazione fascista. Pensavo…Evidentemente sbagliando. Non saprei spiegarmi, altrimenti, perché un programma televisivo di rilevanza nazionale come ‘Porta a porta’ abbia potuto ospitare durante una puntata dedicata ai programmi dei partiti minori, tale sig. Fiore di ‘Forza nuova’, spregiudicata formazione politica che rimpiange i fasti del tempo dei fasci e che tra i suoi militanti vanta giovani neonazisti con tanto di svastica tatuata…E quando Turigliatto, esponente di Alternativa comunista, lascia, scusandosi, lo studio perché ‘intollerante’ alla presenza di Fiore, il conduttore televisivo, non pago dell’ospitata, rivendica il merito per il suo programma di essere uno dei pochi a dare spazio e voce anche alle liste più piccole. Incongruenze e intolleranze. Ignoravo che il concetto di ‘apologia’ fosse opinabile…
Rosita Bimbi

Non giudicare
cara Rosita non so quante persone leggeranno mai questo mio sfogo personale, ma è già da un pò che ci penso…. in questo periodo il nostro paese è preso dalle beghe politiche ma io non riesco a pensare solo e quasi esclusivamente al libro che sto leggendo a singhiozzo: “E dio negò la donna”.
Non l’ho ancora finito che già mi rende così piccola nelle mie problematiche quotidiane che in confronto sono una regina. Non capico come si possa lottare così a spada tratta contro una legge, la 194, che in qualche modo giusto o sbagliato che sia comunque cerca di proteggere noi donne. Non capisco per quale ragione il comitato che si batte contro l’aborto consapevole, non si batta invece contro gli efferrati e sconvolgenti omicidi che avvengono nel mondo nei confronti di donne giovani e meno giovani solo perchè sono donne?
E’ vero che combattere la cultura radicale è una cosa quasi impossibile, sottolineo quasi, perchè in fondo penso che una evoluzione culturale possa sempre avvenire. Mi chiedo spesso i perchè ? Cosa spinge gli UOMNI ad essere cosi ottusi? il privilegio di essere nato uomo? Le leggi scritte da un uomo per altri uomini senza poter considerare quest’ultime dei falsi? Ma davvero non capisco e mi rende infelice il non poter far nulla in merito. Impotente difronte a tanta ingiusizia ma non perchè rivolta contro alle donne, ed io appartengo a questa categoria, ma in quanto tale. Ma comunque consiglio a tutti la lettura di quel libro, magari si acquista più consapevolezza, in un momento in cui molte persone pensano che sia venuto il tempo della nostra evoluzione spirituale forse è giunto il momento della nostra evoluzione fisica prima di quella spirituale.
“Una donna che si rivolge ad una struttura ospedaliera e si sottopone a verifiche psicologiche per accertare che sia veramente convinta della scelta che vuole compiere, non è una donna sprovveduta, non è una donna inconsapevole. Non ha bisogno di consigli, tentativi di dissuasione, pressioni psicologiche. Non ha bisogno di essere convinta o giudicata.” .Forse ha solo bisogno,nella propria dimensione assolutamente egocentrica ( che male c’è?),di essere lasciata in pace .Allo stesso modo in cui gli altri ,che non condividono simili visioni del mondo ,hanno bisogno di esprimere impressioni ,auspici e giudizi. O no? E visto che il nascituro,democraticamente , non ha diritto di parola ,quantomeno per condannare l’imprudenza, lasciamo libero sfogo almeno ai Ferrara od alle Binetti…che male c’è?
“Giorni normalmente destinati a stare insieme si traducono in ore convulse, ore senza parole, e senza intimità. Le domeniche al mare d’estate, come il sabato e la domenica al centro commerciali sono state inventate per tutti quelli che, non riuscendo più a stare insieme, si ‘nascondono’ in mezzo agli altri come estremo rifugio dell’ ‘incomunicabilità’.” Proprio vero…a che se non condivido l’idea che l’egocentrismo sia la soluzione.Nè a trentanni nè ad altra età.