Questo concetto è alla base della mercificazione delle menti e dei corpi.
Cambiamola in: “Si fa tutto ciò che può essere utile e lo si fa per il puro piacere e dovere di farlo, e questo in favore del prossimo e della comunità intera”.
Provare almeno ad ascoltarle.
Una regola difficile.
Un sentimento direi.
Che pochissimi conoscono.
Allora meglio soprassedere, andarsene con il sorriso piuttosto che perdersi in discussioni inutili con gli intolleranti.
È una totale perdita di tempo.
Le cose serie e importanti, nella vita delle persone, fra sofferenze e amore, fra dolore e gioia, sono altre.
Per cui, personalmente, preferisco dar voce a questi aspetti e parlare di socialismo, quello originario, dei poveri e degli oppressi.
Le parole d’ordine dovrebbero essere: autogestione popolare e formazione culturale, intellettuale, spirituale e morale.
Lo dico da una vita, ma ci credo poco, francamente. Perché di sordi è pieno il mondo.
Filosoficamente quello liberale è un sistema che tende a distruggere, non a costruire. Che disaggrega, creando atomi, che alimenta l’ego e l’edonismo e, conseguentemente, la divisione (di classe, di cultura ecc…), passando sopra ad ogni differenza, ad ogni sentimento, ad ogni forma di intimità e di spiritualità.
Perché gli eroi rivoluzionari non hanno bisogno nè di tessere nè di voti.
Le loro gesta, la loro vita, è il loro insegnamento.

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