Riflessioni in pillole: il razzismo di un popolo
Non ho mai capito cosa significhi che il popolo italiano non sia razzista. Per me, questa, è sempre stata una frase senza senso. L’unica cosa che si può dire è che un Paese abbia o no delle leggi razziste, ed indubbiamente l’Italia oggi non ce l’ha. Detto questo, non ce l’hanno neppure la grande parte delle nazioni non solo europee, ma di tutto il mondo. Quindi si tratta di una affermazione troppo generale per possedere un qualche valore. Se con tale espressione si vuol fare riferimento invece al carattere – o alla storia – di un popolo -, ebbene, starei attento: quanto alla storia, infatti, sappiamo che l’Italia ha avuto delle leggi razziste in pieno Novecento, al contrario di molte nazioni europee; quanto al carattere, è difficile entrare nella testa di un uomo, figuriamoci nel cuore di una entità vaga, problematica ed evanescente come un “popolo”. Esistono piuttosto delle indicazioni di massima riguardanti il modo tramite cui una folla di persone può essere spinta ad agire all’unisono, ma di solito tali regole sono fatte per sostenere, non reprimere, gli impulsi peggiori degli esseri umani.
Fabrizio Amadori

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