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Ricostruire Derna è possibile ?

Direzione importanti verso cui l’ Italia, la UE e la comunità internazionale dovrebbero muoversi è contribuire alla ricostruzione di Derna e delle altre zone colpite dotando la Libia (e la Cirenaica) in particolare di moderne  infrastrutture di  regimazione delle risorse idro-geologiche nonché dei georadar più avanzati per il monitoraggio insieme ad altre misure di early warning.

di Marco Mayer | 14 Settembre 2023
Una visione aerea di ciò che rimane della diga del Wadi (fonte Wikimedia Commons)

Ahmed Madroud vice sindaco di Derna (Libia)  ha dichiarato ad Al Jazeera che le dighe crollate del Wadi che sovrastavano  la città erano prive di manutenzione dal lontano 2002. 

Il più recente articolo  scientifico pubblicato nel novembre 2022 su una rivista specializzata dell’ università libica  di Sebha. https://sebhau.edu.ly/journal/index.php/jopas/issue/view/46
Nell’articolo si evidenzia l’ alto rischio di alluvioni nel bacino idrico del Wadi Derna.   

Si segnalano, inoltre, le necessità di misure di  manutenzione nonché di interventi di forestazione per contrastare gli avanzati processi di desertificazione per il cambiamento climatico.

Scorrendo la bibliografia fa impressione leggere che il tema è stato affrontato negli ultimi 40 anni e da diverse pubblicazioni scientifiche e dallo stesso Ministero libico dell’Agricoltura (dal  1986). Il primo rapporto (Protection of Derna) è dell’ azienda costruttrice  che ha creato la diga nel quinquennio 1972-77 quando l’ impresa serba Hidroenergetika  (all’ epoca era in  Jugoslavia)

https://www.hidroenergetika.rs/en/libya/
Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto colloqui telefonici con il premier libico Daibaba  e con il Generale Haftar.

https://www.pensalibero.it/appello-per-l-emergenza-i
La necessità immediata è quella di un massiccio e coordinato aiuto internazionale d’emergenza  in cui l’ Italia  insieme ad altri paesi è impegnata  come ho sottolineato: 
https://www.pensalibero.it/appello-per-l-emergenza-in-libia/

Contemporaneamente ci sono altre tre direzioni importanti verso cui l’ Italia, la UE e la comunità internazionale dovrebbero muoversi. 

La prima è contribuire alla ricostruzione di Derna e delle altre zone colpite dotando la Libia (e la Cirenaica) in particolare di moderne  infrastrutture di  regimazione delle risorse idro-geologiche nonché dei georadar più avanzati per il monitoraggio insieme ad altre misure di early warning.
La seconda è quella di mettere in atto confidence building measures (CMS’s) per evitare che la tragedia  di questi giorni produca – come gia’  accaduto ad Haiti per il terremoto in Sri Lanka per lo tsunami  – un inasprimento dei conflitti violenti interni  (di carattere etno-politicao e/o religioso).
Per quanto riguarda la Libia basti pensare al conflitto tra le diverse elites politiche e leaderships tribali  che si contendono il controllo del territorio (Tripolitania, Cirenaica e Fezzan).
La terza,  infine, è non dimenticare la bruttissima pagina della   “diplomazia dei vaccini”   quando Russia e Cina si sono illuse di poter approfittare della pandemia per allargare la loro influenza a livello globale.
Per la nostra diplomazia e per gli attori non governativi italiani  impegnati nella multitrack diplomacy (come la comunità di Sant’ Egidio in Mozambico) si prospetta una grande sfida. 
Vincerla è essenziale anche per la nostra sicurezza purché si alzi il livello del contrasto ai traffici illegali di ogni tipo.
La tragedia di Cutro ci ricorda che gli scafisti sono solo l’ ultimo anello della catena. 
Le operazioni di polizia sulle spiagge servono molto alle campagne elettorali, ma per ragioni strutturali non possono incidere più di tanto.
 Sinora ciò che e’ mancata  la capacità è 

 di procedere”following the money” cercando di colpire i vertici delle organizzazioni criminali nonché numerosi  complici  presenti nella politica e negli apparati amministrativi dei governi africani

Cosa deve fare l’Italia per la Libia

Marco Mayer

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: agricoltura, anni, azienda, cina, comunità internazionale, dichiarato, emergenza, impressione, italia, libia, meloni, misure, mondo, organizzazioni, Pensalibero, polizia, presidente del consiglio

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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