La nuova agenda italiana? Non è più nelle mani del Presidente del Consiglio. Egli, l’ha perduta, a causa di una gestione, a lungo intemperante, ma rivelatasi al fine scomposta e divisoria.
Con insistenza, e dopo l’intervento di ieri del Capo dello Stato, riproponiamo qui la domanda niente affatto retorica, a cui Renzi non ha saputo dare, almeno finora e intendiamo con fatti reali, alcuna risposta. La domanda, ripetiamo, è: se la Riforma costituzionale è così importante (e non aggiungiamo altro) per il futuro del paese, perché il Presidente del Consiglio continua ad alimentare un clima di divisione nel paese, senza invece cercare di spiegare le ragioni sostanziali che ne renderebbero quanto meno opportuna (se non necessaria) l’approvazione?
Se queste ragioni siano piuttosto la riduzione dei costi dello Stato e delle poltrone di parlamentare, perché Egli non si affanna a spiegare come il nuovo sistema costituzionale provveda in effetti in tal senso.
Infatti, posto che sia così e semplificando, sulla rilevanza del nuovo assetto costituzionale – così come approvato, ma a quanto sembra almeno a ieri ora rinnegato, oltre che da tutti gli altri partiti, anche da 50 parlamentari della stessa maggioranza del Pd – la questione non riguarda altro che (e non potrebbe essere diversamente mediante la definizione di una Carta Costituzionale) la nuova gestione del potere.
E allora, pur semplificando all’osso, occorrerebbe evidenziare soprattutto che con la Riforma il potere reale, per una gran parte, sarebbe in futuro accentrato e passerebbe quindi nelle mani dello Stato “centrale”. Dopo oltre vent’anni di federalismo all’italiana. Male o piuttosto bene che sia, è di questo che si dovrebbe discutere in un clima sereno che aiuti a prendere le decisioni ritenute più sagge e opportune.
Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare! E allora, così hanno fatto, in rapida successione e nell’ultima settimana, i vari Merkel, Obama e poi l’ambasciatore John Phillips e infine il nostro Capo dello Stato, Sergio Mattarella; il quale ha schematicamente ed efficacemente precisato: a) il voto referendario è “un passaggio democratico”, quale che ne sarà l’esito; b) come “succede per ogni passaggio democratico, dobbiamo viver(lo) serenamente” c) e, in primis, non occorre mai dimenticare che “la sovranità appartiene al popolo”.
E quindi, esiste un modo per svelenire l’attuale clima “politico”, che deriva dalla pregressa agenda di governo? Un’agenda che, occorre dire e ribadire fino alla noia, a oggi si disvela un’agenda soltanto di parte. E che è giusto quindi modificare.
In Parlamento, il prossimo 21 settembre sarà discussa una mozione, anch’essa di parte, che impegna il consesso a modificare la legge elettorale dell’Italicum. Per il Governo del(l’intero) paese, anche questa potrebbe essere un’occasione da cogliere.
Angelo Giubileo

Caro Raffaello,
anch’io come te ho creduto che Renzi avesse l’intenzione di rottamare il vecchio modo di fare politica, cercare di apportare al sistema italiano almeno parte delle modifiche attese dai più di allora. E invece, niente di tutto questo. Anzi. Piuttosto, direi, il tentativo – ora fallito – di costruire un nuovo partito della nazione, assimilabile ma solo in parte al partito della “balena bianca”. Quello, infatti, aveva un collante ideologico. Il Pd-renziano invece un collante di tipo diverso, ovvero il potere per il potere. Servirsi degli assetti di potere locali al fine esclusivo di governare centralmente i destini di una “nazione”, così pacificata. Quanto al fatto, in principio, di credere benevolmente alla sua iniziativa, direi che io e te, come tanti, legittimamente possiamo invocare l’esimente di oltre vent’anni pregressi di malgoverno.
E comunque, era il 25/11/2013 quando in un primo articolo ancora su Pensalibero manifestai forti perplessità sull’azione politica del fiorentino. Allora parlai di un’idea di democrazia, che sembrava già appartenergli, fatta solo di numeri. A distanza di 15 giorni, sempre su Pensalibero, il 7/12/2013 scrissi: “E allora, caro sindaco, se dovesse essere eletto segretario del futuro Pd (ma non più grazie anche al mio voto), toccherà necessariamente anche a lei fare i conti con le Autorità e le Istituzioni – politiche, sì politiche! – che insieme e nel frattempo hanno provveduto – al contrario di quanto lei populisticamente ora sostiene, sarebbe avvenuto in assenza totale della politica! – a salvaguardare e sostenere questo nostro sempre più diviso e inerte paese”.
Caro Raffaello, grazie per il tuo intervento e a presto!
Angelo Giubileo (twitter @anggiub)
Cario ANGELO,
leggo volentieri i tuoi articoli, che tra laltro spesso condivido, ma non sono un lecca. . . questo non rientra nel miocarattere per più motiv, etici, morali e politicii.
però mi hai fatto riflettere, specialmente negli ultimi TRE. Tanto ho riflettuto e mi sono detto:
Raffaello sei un cretino.
Mi sono messo allo specchio, mi sono guardato, ma non ho trovato nulla di diverso da quattro/cinque anni addietro, però ho pensato c’è stato un momento di smarrimento, forse quando ho votato alle europee, feci la croce a favore di Renzi, perchè?
Non sono mai stato comunista, non sono mai stato democristiano, come ho potuto votare DP? Lo ha spiegato mia moglie quando mi ha visto pensieroso, sei invecchiato mio caro e pensavi che Renzi, stante il suo trascorso politico mantenesse le parole date? Rottamazione, Giustizia, Eguaglianza, No caro marito, , , , un ciai capito gniente. . . . .TO.
Raffaello da Montepulciano, rintrippito e maL CONCIO