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Renzi, gli italiani e i tempi già cambiati

di Angelo Giubileo | 19 Novembre 2012

E’ la crisi di un intero sistema politico, né più né meno di quel che accadde nel lontano 1992 con Tangentopoli.

La risposta secca di D’Alema, alla provocazione del giornalista del Corriere della Sera Dario Di Vico, che gli imputava di essersi caricato addosso il peso della battaglia contro Renzi, rappresenta bene il significato ed il peso dello scontro in atto all’interno del Pd: “difendo una storia e una tradizione che lui vorrebbe rottamare”.

Onorevole D’Alema, prima di Renzi, ci ha pensato bene la Storia.

Perché, stando alle premesse del suo ragionamento, di quale storia e quale tradizione lei pensa bene di farsi carico? Senz’altro quella storia e quella tradizione, mutuata nel nostro paese attraverso un partito, l’ex-Pci-Pds-Ds ed evidentemente a suo giudizio ora-Pd, per mezzo del quale lei e la sua classe (termine a lei ben noto!) politica crede ancora di poter guidare ed indirizzare le magnifiche sorti e progressive italiche. E ancora, nonostante lei, onorevole D’Alema, sappia bene di averci già provato ripetutamente e francamente, me lo lasci dire, direi sempre con minore (primo governo, 21/10/98 – 22/12/99) o scarso (secondo governo, 22/12/99 – 25/4/2000) successo.

Negli ultimi due-tre decenni circa, gli esiti, senz’altro positivi della globalizzazione delle civiltà e dei paesi, di fatto hanno tuttavia anche prodotto l’inasprimento dei livelli di competizione dei mercati nazionali e internazionali ed il nostro paese già da oltre un decennio versa in uno stato di declino da cui necessita assolutamente venire fuori. Adesso!, senza che vi sia più il tempo di agire “in difesa”. Semplicemente perché i tempi cambiano, e a tale proposito anche monsieur de La Palisse chioserebbe: … e con essi gli uomini, le storie e le tradizioni.

Perché se è anche vero che da cosa possa nascere cosa – ricorda onorevole D’Alema era esattamente febbraio del 1998 quando a Firenze, strano è a volte il destino!, lei tenne a battesimo la Cosa 2 -, stavolta non è così! E’ diverso. E’ la crisi di un intero sistema politico, né più né meno di quel che accadde nel lontano 1992 con Tangentopoli; ma non solo. E’ la definitiva caduta, e non la crisi, di un intero sistema di valori a cui i partiti della cosiddetta Prima Repubblica, soprattutto l’allora Pci e Dc, facevano riferimento.

La caduta di un sistema orientato non solo da opposte e contrarie ideologie, comunismo e cristianesimo, liberalismo e socialismo, ma ancor di più e soprattutto la caduta di un sistema di gestione del potere politico ed economico incentrato sulla forma e organizzazione del partito, quello tradizionale; un fattore di enorme importanza storica e culturale, la cui valenza ed il cui peso è ancora avvertito prepotentemente nella Cina del terzo millennio. Mentre la storia dell’Occidente, seguiva e segue, già da tempo, piuttosto altre Vie.

Ha ragione Matteo Renzi di dire che “se il Pd è al 30% è perché noi non rompiamo”. Noi e loro, due visioni contrastanti, se non opposte, di scorgere o vedere il cambiamento già in atto da tempo, dall’abbattimento del Muro nell’89, all’avvento della globalizzazione e l’apertura generalizzata dei mercati internazionali, all’avvento della moneta unica dell’euro, etc. In mancanza, qualcosa che ha a che fare con la presbiopia e non con un atteggiamento miope.

Eppure, nonostante tutto questo cambiamento e soprattutto la forza di questo cambiamento, nel nostro paese non è cambiata la classe politica: non sono cambiate le idee e non sono cambiati gli uomini. Sono cambiati i partiti … da storici a personali! E allora, onorevole D’Alema, dica pure, quale storia quale tradizione intende ancora difendere?

Si dice che oggi sia anche il tempo dell’antipolitica, cosa che in verità faccio difficoltà a capire: cosa sia mai quest’antipolitica!? Credo ci si riferisca soprattutto al fatto che alcuni personaggi, dedicandosi all’arte della politica (τέχνη πολιτιχή), si scaglino contro altri, che sono al potere, con forme e modi (ad es., il web) niente affatto tradizionali, personaggi politici che inoltre non hanno alcuna o grande storia alle spalle, tanto più quindi una storia da difendere.

Alle primarie del Pd, in altri tempi si sarebbe fatto un congresso, ma anche questo è un segno che i tempi sono cambiati, voterò per Renzi! In fondo, credo che se la politica abbia ancora una chance nel nostro paese, sia forse giusto affidarla ad un politico, ben sapendo che dopo un barzellettiere agli italiani potrebbe andare bene senz’altro anche un comico.

Pubblicato in : Metamorfosi

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Marzio Siracusa

    23 Novembre 2012 alle 11:36

    UNA CILIEGINA: ANDATE AD ASCOLTARE E VEDERE LO SQUALLIDO MATTEO RENZI SU AFFARITALIANI.IT NELL’INTERVISTA A RADIO 105.

    Rispondi

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