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Renzi alla Leopolda: una scommessa vincente per il futuro

di Enrico Martelloni | 19 Novembre 2012

Il nostro Enrico Martelloni si è recato alla Convention fiorentina rimanendone folgorato. Un altro po’ e vedeva la Madonna….

Il sole morbido di mezzogiorno scalda Firenze, che dalle Cascine appare luminosa sotto l’azzurro del cielo, con l’Arno ai piedi, tra gli argini verdi e puliti di una città rinnovata. Nulla di meglio per Renzi, sindaco di Firenze, atteso alla “Leopolda” per chiudere la campagna delle primarie dei democratici. All’americana, come se fosse Obama. In questo splendore di colori autunnali, nell’antica stazione ferroviaria fiorentina, si consuma l’ultimo atto della campagna per le primarie, davanti al pubblico e agli elettori che l’hanno riempita, per ascoltare le parole del sindaco del Marzocco, simbolo della città repubblicana. Alle 12 e quindici, Renzi arriva sul palco in camicia bianca e cravatta, maniche arricciate, pantaloni scuri.  Apre il discorso emozionato, ma presto il ritmo grintoso che ci s’aspettava prende il sopravvento.  Renzi indica una strada di non ritorno nel modo di fare politica, evidenziando la richiesta di cambio, non solo generazionale, ma di cosa si deve intendere per politica. Davanti a ciò che resiste nel suo partito, e l’orrido di un governo del passato che si ripresenta in Italia, Renzi cerca una lettura necessariamente europea, per un paese ancora in parte municipale. Il sindaco fiorentino parla per più di un’ora, attaccando gli avversari, chiarendo, elencando gli aspetti del suo programma. Afferma che se vince, bene, e se perde non vuole strapuntini. Nessun compromesso con la dirigenza del suo amato PD. La sua politica è nuova, almeno per l’Italia. Vuole gli Stati uniti d’Europa, l’idea di Mazzini che a Berna nel 1836 dette origine all’Europa dei giovani. Un’analogia che non deve sorprendere, che segna invece il tempo nuovo, ora come allora. L’avventura e l’entusiasmo, dunque, come bandiere dell’esigenza di trovare nelle sue proposte, la strada per far uscire il paese dalla crisi. L’abilità del politico, Renzi la mischia alla necessità di trasmettere messaggi positivi. D’altra parte, i giovani non avranno la sicurezza dei padri, l’assistenzialismo del passato, perché non è più permesso, e deve accettare il gioco del mondo globalizzato, sapendo bene che il nostro Paese ha delle qualità uniche che ci permettono di essere in vantaggio se sfruttate al meglio. L’Italia di ieri è fatta d’eterni compromessi; un mondo incontrollato per i politici, di prebende e stipendi, in molti casi, doppi. Renzi affronta i suoi critici, nel monologo che gli spettatori ascoltano e interrompono, con scroscianti applausi. La rottamazione? S’oppone all’usato sicuro. Propone il dinamismo, allo status quo ante.  Vincere ora, anzi, adesso, è più di un motto per Matteo. La grinta e l’astuzia, non gli mancano. Ha l’appoggio di Oscar Giannino.  Mostra, la differenza tra lui e gli altri, non solo del suo partito. Lancia attacchi a Grillo e a Di Pietro. Si distingue. Avverte, che il futuro sarà ancora difficile e molto c’è da fare per il risanamento del paese, dei suoi bilanci, per la grave crisi economica italiana ed europea. Critica, ma fa una cosa accorta, non condanna Monti. Fa capire che la strada è quella, in contrapposizione a Vendola alleato di Bersani. Questo potrebbe essere il punto vincente. Avere stabilito queste differenze potrebbe permettere a Matteo Renzi di accreditarsi nel paese e all’estero come persona credibile per il prossimo governo nazionale, o per l’appoggio di un’eventuale Monti bis. Ora, però, deve vincere queste primarie. Invita a superare gli ostacoli, ad andare a votare, a perdere un quarto d’ora domenica prossima davanti al seggio per non rimpiangere i prossimi cinque anni. C’è bisogno del cittadino attivo per cambiare le cose, perché possa scommettere sul suo futuro.  Matteo Renzi attende, se non sarà così, dice, avrà sbagliato, ma lo stesso di sicuro, nulla sarà più come prima.


Pubblicato in : Primo piano

Info Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Marzio Siracusa

    23 Novembre 2012 alle 11:38

    UNA CILIEGINA: ANDATE AD ASCOLTARE E VEDERE LO SQUALLIDO MATTEO RENZI SU AFFARITALIANI.IT NELL’INTERVISTA A RADIO 105.

    Rispondi
  2. Chiara

    20 Novembre 2012 alle 12:16

    Caro Alberto, cattolico liberale è e resta un ossimoro. Ma Renzi è un cattolico che ha ben chiaro il valore e di più la necessità della laicità come garanzia dei diritti di tutti. Parrebbe scontato, in una democrazia, ma in Italia è un caso unico, anche nel suo partito che si è fatto paralizzare dalle Bindi, dalle Binetti – finche c’è stata – dai Fioroni, e non è stato capace quando è stato al governo di dare uno straccio di riconoscimento ai diritti delle coppie di fatto, nè di rimettere mano alla orribile Legge 40, pastrocchio di cui, ad oggi, trovi menzione solo nel,programma di Renzi.
    Maria Rita: l’intervento di Ichino è stato il migliore alla Leopolda, bisognerebbe chiedersi come mai ha trovato piena accoglienza in casa Renzi, mentre in casa Bersani-Vendola non si dice una sola parola di chiarezza sul tema lavoro.

    Rispondi
  3. Maria Rita Monaco

    20 Novembre 2012 alle 11:36

    Troverò mai la forza di credere in Renzi? Forse se fossi andata anch’io alla Leopolda non avrei visto la Madonna ma forse avrei colto parole di verità. Chiara con la sua azione continua mi ha fatto intravedere un grande Iachino. Renzi per ora, resta credibile per idee e parole . Servono anche le azioni anche e soprattutto per una scettica miscredente.

    Rispondi
  4. Alberto Lopez

    19 Novembre 2012 alle 20:30

    In effetti di miracoli Renzi ne ha gia’ fatti piu’ di uno, se Chiara, incrociando la via del sindaco di Firenze ha finito per riconoscere almeno nei fatti (che io sappia non ancora a parole) la possibilita’, fino ad allora considerata un ossimoro, che esistano dei cattolici liberali. Si fa per scherzare: l’assist del Direttore e’ troppo bello per non essere colto :)

    Rispondi
  5. Enrico martelloni

    19 Novembre 2012 alle 11:26

    Hai ragione da vendere Nicola. Da laico, però, vedo con simpatia Renzi. All’orizzonte c’è poco altro. Non parliamo del PRI ormai sepolto. La destra ha distrutto l’Italia e non ha un’idea di cosa vuol dire Europa. La sinistra, se deve essere quella di Rosy Bindi, Bersani e Vendola non mi piace. Che cosa posso scegliere? Un laico è pragmatico per forza e sceglie le idee, non segue un leader.

    Rispondi

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