Su La Repubblica di qualche giorno fa :”Matteo Renzi ha scelto Palazzo Vecchio per presentare la nuova legge sul cinema nel giorno dell’anteprima mondiale, sempre a Firenze, del film Inferno diretto da Ron Howard. “ Progetto che non è più un sogno ma una realtà.”, ha dichiarato il premier.” Ora siamo a un passo dall’approvazione…Non c’è ancora il bicameralismo non paritario. Ma in qualche settimana la legge sarà approvata”.
Sembra uno spot per il NO. Che necessità c’è allora della riforma costituzionale?
Se un premier dice che una legge sarà sicuramente approvata nel giro di qualche settimana nonostante “il bicameralismo non paritario”, accelerando l’iter delle leggi, non si corre persino troppo ? E, cosa ancora più grave: se già oggi il Governo si dichiara sicuro del totale controllo del Parlamento, che accadrebbe domani con un eventuale Sì ?
Quella sul Cinema è una legge che,non essendo particolarmente avversata ,
dovrebbe incontrare pochi ostacoli, diranno i renziani, e per questo andrà velocemente.
Ma è facile obiettare che in questi ultimi tre anni ha viaggiato come i treni a grande velocità tutto quel che interessava a Renzi. Grazie a decreti, voti di fiducia, supercanguri ecc.ecc., nonostante l’opposizione cercasse di frenare con tutte le dilazioni permesse dalle norme.
La riforma costituzionale mira in realtà semplicemente a dimezzare, e quindi a diminuire, il ruolo di controllo di chi si oppone al Governo. Tutto qui. Altro che “disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, riduzione del numero dei parlamentari,contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni”…
Sani principi che se, salvaguardati dai necessari contrappesi, avrebbero messo d’accordo in Parlamento più dei due terzi indispensabili per evitare il referendum.
Che costa, non dimentichiamolo, trecento milioni di euro. Molto, molto di più che l’abolizione del Senato.
Gianfranco Micali

Il conduttore del treno va abanti e nessuno riesce a togliere corrente alla linea…