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Renzi dovrà rimediare alla “falsa” partenza del governo

di Roberto Fronzuti | 9 Marzo 2014

Renzi è un presidente del Consiglio giovane, che usa vecchi metodi, compreso quello di aver coinvolto 9 diverse sigle politiche, nella composizione del governo.

renzisenatoCon tutta la benevolenza dovuta ad un esponente politico, che ha da poco assunto una carica importante, Matteo Renzi merita alcune considerazioni, alla luce dei fatti, che lo hanno portato alla presidenza del Consiglio.

Le modalità con cui è avvenuta la rimozione di Enrico Letta dalla carica di primo ministro, è stata etichettata da autorevoli organi di stampa, come “omicidio politico”.

In effetti, la vita politica italiana non è nuova a capovolgimenti di fronte, ma nel caso specifico, Renzi aveva dichiarato all’indirizzo di Letta di stare tranquillo, che non voleva mettersi al suo posto. Dopo qualche settimana si è contraddetto. Forte della carica di segretario del partito, ha convocato la direzione del Pd ed ha dato il benservito a Letta. Il buon Enrico è stato oggetto di una violenza politica inaudita.

Il neo presidente del Consiglio, in un recente passato, ha sempre dichiarato che avrebbe accettato la candidatura a presidente del Consiglio, solo dopo un’investitura popolare (in parole povere, dopo aver vinto le elezioni a capo di una coalizione di sinistra). Non è stato cosi; Renzi ha preso il primo pretesto che gli è capitato, per dire che il governo Letta non stava procedendo con la dovuta speditezza, per mandarlo a casa e autoproclamarsi presidente del Consiglio.

Sempre in materia d’incoerenza, dopo aver affermato, “mai governi con Berlusconi”, la prima cosa che ha fatto da segretario del Pd è stata l’accordo con Forza Italia per le riforme. L’intesa per le riforme, può starci, ma poi Renzi non ha provato neppure a fare un governo (magari di minoranza) con Vendola. Il Pd, solo grazie a Sel ha guadagnato il premio di maggioranza che gli consente di avere un mare di deputati alla Camera. Ma si sa, Vendola ha grande personalità e idee chiare e a “Matteo”, non piace essere contrastato da veri leader.

Con il varo del nuovo governo, Matteo Renzi si è consegnato anima e corpo nelle mani di Angelino Alfano, che non è certo un campione di fedeltà, se si considera il fatto che ha abbandonato l’uomo al quale deve tutta la sua carriera politica (Berlusconi) nel momento della cacciata del Cavaliere dal Senato della Repubblica. Con simili premesse, il governo Renzi sarà condizionato da Alfano; non avrà vita facile e non sarà ricordato per longevità.

La considerazione finale riguarda i due pesi e due misure usati da Renzi, riguardo alla scelta dei ministri. Mentre ha da un lato dovuto ingoiare il “rospo” rappresentato dalla pattuglia dei ministri del Nuovo Centro Destra di Alfano, dall’altro il nuovo presidente del Consiglio ha defenestrato Emma Bonino dal ministero degli Esteri. E a dire che Emma Bonino è l’esponente politico italiano più accreditato all’estero; pur non avendo un serbatoio di voti partitici, l’esponente radicale è sempre presente nei sondaggi, con alto indice di gradimento degli italiani. Che altro dire: Renzi è un presidente del Consiglio giovane, che usa vecchi metodi, compreso quello di aver coinvolto 9 diverse sigle politiche, nella composizione del governo. Inizia a governare con un partito diviso, che ha contribuito a spaccare. Noi facciamo i nostri auguri al Presidente Renzi, ma le premesse non sono delle migliori.

Pubblicato in : Primo piano

Info Roberto Fronzuti

Fronzuti Roberto, editore e giornalista. Nel 1967 Inizia l’attività giornalistica collaborando con varie testate. Nel 1968 Fonda e tuttora dirige il settimanale d’informazione “L’Eco di Milano e Provincia”. Ha fondato le riviste di settore mensili, “Stampare” e la pubblicazione “F & C Magazine” tradotta anche in inglese e spedita in altri paesi. Dal 1970 al 1980 ricopre incarichi a livello amministrativo nel Comune di San Donato Milanese, nel ruolo di assessore alle Finanze e Commercio. Nel 1992, su nomina del Presidente dell’0rdine dei Giornalisti, entra nel Consiglio di Presidenza dell’Istituto per formazione al Giornalismo Carlo De Martino. Dal 1992-1997, viene eletto nel Consiglio direttivo dell’Associazione Lombarda dei giornalisti. Dal 1997 ad oggi, è Segretario Nazionale della Associazione onlus “Tribunale per la Tutela della Salute”.
Ad oggi, Editorialista del settimanale on-line www.pensalibero.it, dal 1
gennaio 2016 è stato nominato direttore de Il Globulo, la rivista dei Donatori di Sangue dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

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