Renzi è un presidente del Consiglio giovane, che usa vecchi metodi, compreso quello di aver coinvolto 9 diverse sigle politiche, nella composizione del governo.

Le modalità con cui è avvenuta la rimozione di Enrico Letta dalla carica di primo ministro, è stata etichettata da autorevoli organi di stampa, come “omicidio politico”.
In effetti, la vita politica italiana non è nuova a capovolgimenti di fronte, ma nel caso specifico, Renzi aveva dichiarato all’indirizzo di Letta di stare tranquillo, che non voleva mettersi al suo posto. Dopo qualche settimana si è contraddetto. Forte della carica di segretario del partito, ha convocato la direzione del Pd ed ha dato il benservito a Letta. Il buon Enrico è stato oggetto di una violenza politica inaudita.
Il neo presidente del Consiglio, in un recente passato, ha sempre dichiarato che avrebbe accettato la candidatura a presidente del Consiglio, solo dopo un’investitura popolare (in parole povere, dopo aver vinto le elezioni a capo di una coalizione di sinistra). Non è stato cosi; Renzi ha preso il primo pretesto che gli è capitato, per dire che il governo Letta non stava procedendo con la dovuta speditezza, per mandarlo a casa e autoproclamarsi presidente del Consiglio.
Sempre in materia d’incoerenza, dopo aver affermato, “mai governi con Berlusconi”, la prima cosa che ha fatto da segretario del Pd è stata l’accordo con Forza Italia per le riforme. L’intesa per le riforme, può starci, ma poi Renzi non ha provato neppure a fare un governo (magari di minoranza) con Vendola. Il Pd, solo grazie a Sel ha guadagnato il premio di maggioranza che gli consente di avere un mare di deputati alla Camera. Ma si sa, Vendola ha grande personalità e idee chiare e a “Matteo”, non piace essere contrastato da veri leader.
Con il varo del nuovo governo, Matteo Renzi si è consegnato anima e corpo nelle mani di Angelino Alfano, che non è certo un campione di fedeltà, se si considera il fatto che ha abbandonato l’uomo al quale deve tutta la sua carriera politica (Berlusconi) nel momento della cacciata del Cavaliere dal Senato della Repubblica. Con simili premesse, il governo Renzi sarà condizionato da Alfano; non avrà vita facile e non sarà ricordato per longevità.
La considerazione finale riguarda i due pesi e due misure usati da Renzi, riguardo alla scelta dei ministri. Mentre ha da un lato dovuto ingoiare il “rospo” rappresentato dalla pattuglia dei ministri del Nuovo Centro Destra di Alfano, dall’altro il nuovo presidente del Consiglio ha defenestrato Emma Bonino dal ministero degli Esteri. E a dire che Emma Bonino è l’esponente politico italiano più accreditato all’estero; pur non avendo un serbatoio di voti partitici, l’esponente radicale è sempre presente nei sondaggi, con alto indice di gradimento degli italiani. Che altro dire: Renzi è un presidente del Consiglio giovane, che usa vecchi metodi, compreso quello di aver coinvolto 9 diverse sigle politiche, nella composizione del governo. Inizia a governare con un partito diviso, che ha contribuito a spaccare. Noi facciamo i nostri auguri al Presidente Renzi, ma le premesse non sono delle migliori.

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