
In Italia c’è una scienza che non è presente in nessun altro Paese al mondo: l’interpretazione dei risultati elettorali. Ognuno li legge a modo suo. E’ vero che i numeri sono numeri ma l’abilità sta tutta nel prendere a riferimento l’elezione più favorevole e nel valutare solo le percentuali. Due criteri che invece sono sbagliati. Il paragone va fatto:
- con l’elezione omologa, perché questo è il solo modo corretto di giudicare il lavoro svolto da un determinato partito
- sui dati numerici perché è questo il dato che ci fa vedere se un numero maggiore o minore di persone hanno cambiato idea. Il paragone in percentuale si adatta invece al numero dei voti validi espressi e non tiene conto ad esempio delle astensioni o delle schede bianche e nulle.
Sulla base di questi criteri, oggettivi, quelli riportati in tabella sono i risultati elettorali delle regionali in Toscana. Nel leggerli va tenuto presente:
- che i votanti sono calati sia pure di poco circa il 3%, in questo caso la percentuale ha un senso
- che nel 2000 l’Ulivo non esisteva, il dato riportato è la somma dei partiti che lo compongono
- nel 2000 non esisteva nemmeno l’Udc, anche in questo caso il dato deriva dalla somma dei partiti che vi sono confluiti

Non importa essere dei matematici per capire che:
- il centrosinistra, senza Rifondazione, prende 1.024.125 voti rispetto a 981.391 con un guadagno di 42.734
- La Casa delle Libertà 595.924 voti rispetto a 783.010 con una perdita di 187.086 voti
- Rifondazione, rispetto al 2000, aumenta di 16.198 voti
In sintesi un ulteriore spostamento a sinistra dell’elettorato toscano, sia pure tenendo che poco più di un quarto degli aventi diritto non ha partecipato alle elezioni
In termini di seggi le sinistre (Ulivo più Rifondazione) prendono 44 seggi, la Casa delle Libertà 21. Rispetto al 2000 guadagnano tutti perché i seggi totali del consiglio sono stati portati a 65 solo che a sinistra ne guadagnano 10, a destra 5.

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