• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Reggimoccoli soddisfatti e no

di Giuseppe Mele | 18 Agosto 2014

La soddisfazione forzista per tutta una serie di azioni del governo Renzi non ha in realtà gran motivo di essere. Non è che per avere retto il moccolo, il terzo incomodo possa tornare poi a casa raccontando di essersi fatta la fidanzata.
A maggio di quest’anno il quotidiano Libero titolò su un ipotetico “Manifesto per il centrodestra” chiedendosi quale futuro avrebbe avuto l’area cosiddetta moderata. Erano i giorni delle elezioni europee in cui il Pdl (ex coalizione di destra) dal 21,6 del 2013 era sceso al 16,8% di Forza Italia più 3% del NuovoCentroDestra (presentatosi assieme all’1% dell’Udc). Un risultato che anche con il 3,7% di Fratelli d’Italia, fino al 23,7%, impallidiva di fronte al successo sproporzionato del 40% del Pd. L’ultimo sondaggio agostano, non cambia le cose: centro sinistra al 45% (praticamente tutto nel 42% del Pd, più il 2% di Sel e resti) e centro destra sul 30% (16% FI, 7% Lega, 2,7% Fdi, 2,5% Ncd e 1,3% Udc). Dati che non nascondono il vero rapporto tra sx e dx, 48% e 26%, nell’evoluzione verso la sinistra governativa dei centristi, secondo la teoria del bondismo del già segretario forzista. Ed il 37,4% del Pdl del 2008 sembra di un’altra epoca. In due lunghi articoli, Belpietro e Facci, a maggio parlavano di batosta. L’antifona non è cambiata. Le due firme come è noto provengono dalla cerchia feltriana e dagli ultimi scampoli del giornalismo socialista. Sono voci laiche, ciniche e disilluse, una liberale, la seconda più paradossalprogressista. Come anche ne Il Giornale e Il Foglio non sono voci veramente cattoliche, populiste e nazionaliste, a riferimento della stragrande maggioranza dell’elettorato per cui parlano. Ed infatti le ricette espresse sono un po’ alla Ichino\Ricolfi, tutte un moderato liberalismo, che elimina un po’ di tasse e un bel po’ di leggi, un bel po’ di procure e di ondate immigratori. In fondo uno scarno e poco interessante programma, che Facci snobba del tutto, invocando una rottamazione impossibile di tutta la struttura, in mancanza della quale bisogna rassegnarsi alla speranza che sia proprio il Renzi a fare le cosiddette cose di destra. Come dire, la reductio del Senato è già un buon passo verso l’agognata elezone diretta dell’inquilino del Quirinale. E’ questo passaggio, avvenuto durante la campagna renziana di agosto che ha portato alla prima battaglia vinta nell’autodafè suicida del Senato, che rende ottimista casa Arcore. L’abbraccio manifesto della lady riforme Boschi al capogruppo Romani attesta che senza FI il Senato non si ridimensiona. Quanto a forme e riforme, nell’occasione la Boschi ha invocato un peana al nume Fanfani. Per quanto il nipote dell’aretino faccia il sindaco Pd, è evidente che il leader Dc, conservatore clericoautoritario, praticamente franchista, espressione del dirigismo accentratore della politica cattolica, insofferente di ogni limite e di ogni opposizione, chiaramente antagonista dei suoi nemici, e per queste ragioni accantonato dai suoi, sta meglio nella bacheca FI che in quella democratica. Almeno teoricamente, se non si conta il milieu parrocchiale in cui è cresciuta la Boschi. La soddisfazione forzista per tutta una serie di azioni del governo Renzi non ha in realtà gran motivo di essere. Non è che per reggere il moccolo, il terzo incomodo possa tornare poi a casa raccontando di essersi fatta la fidanzata. Da quando il Pd è tornato a governare, il paese ha cominciato una caduta della quale non si vede la fine. L’arrivo di Renzi non ha cambiato verso nell’aumento di povertà, di debito pubblico, di disoccupazione. L’ha solo acuito nel discredito interno con le belle figurine di Madia e Poggiani. Per non parlare del livello internazionale nel quale nessuno si era arrischiato a discutere Tajani vicepresidente europeo, quando ora non si è fatta la nuova commissione pur di non nominare agli esteri europei la Mogherini. Sotto la spada di Damocle delle sentenze, a Berlusconi può bastare di mantenere lo status di sparring partner. A fianco di Renzi, però non c’è gloria, se la prende tutta lui. Non c’è nemmeno opposizione perché il suo trucco e di farla lui imputando ogni disastro attuale e futuro, ad un indefinito ventennio precedente (per non dire chiaramente, a Silvio). Il rischio è che domani però imputino al reggimoccolo di oggi, pure la gravidanza indesiderata. Ad accusare saranno il gatto e la volpe, Quirinale e Bce che tanto si prodigano in questi giorni di consigli al giovane premier. La storia recente ci ha già mostrato cosa succede d’agosto: spuntano le navi Brittania Concordia, si cena alla Bocconi, si mangia la crostata della signora Letta. Ora la cucina più affollata è quella della signora Draghi. Di quel Manifesto di maggio resta poca cosa, solo l’idea che l’attuale centrodestra non ha futuro. Non si salva nemmeno l’’idea di elettorato moderato. Quello di destra oggi non è moderato per niente. E non è nemmeno di destra. Corrisponde al grande ceto mediobasso. Agogna al buon senso. Alla riconquista dell’indipendenza, della ricostituzione di banche pubbliche e dell’Iri. Si è rifugiato nell’astensione per paura. Soffre ovviamente della naturale paura che ogni cittadino ha quando, nell’esprimere la sua opinione, corre il rischio di essere calunniato, vilipeso, derubato, schiacciato, torchiato, fin’anche incarcerato. Di fronte al ricatto antidemocratico di stampa, magistratura, finanza ed Europa, questo elettorato ha capito che avrebbe pagato con il sangue il suo voto sbagliato. Con indifferenza guarda al terzo fidanzato che promette notti incantate, che a parole descrive una gestione passiva e moderata in un assedio incessante ai poteri dello status quo. E già vede il quarto appropinquarsi. La soddisfazione di reggere il moccolo, però, non la capisce.
Post scriptum. Dalla foto del successo del 2008 del Pdl (voti 37,4%). Attorno a Berlusconi sono in 15: la Meloni, in primo piano, tutta attaccata al capo, Tajani , Fitto, Brunetta, Gasparri, Ronchi, Matteoli, Bondi, Carfagna, Gelmini, Frattini, Prestigiacomo, Formigoni, Bocchino, Giovanardi, Oggi la metà sta in FI. Impressiona quanti siano spariti e la casualità della scomparsa che poteva anche essere totale, tranne un paio. Si possono al massimo contare due veri politici. Altri portano la responsabilità d’aver annichilito il partito nelle loro regioni. Le signore sono presenti solo perché le donne devono esserci. La gestione risorse umane non è stata un granchè.

Pubblicato in : Editoriale

Info Giuseppe Mele

Studi tra Bologna, Firenze e Mosca.Già attore negli ’80, giornalista dal 1990, blogger dal 2005. Consulente UE dal 1997. Sindacalista della comunicazione, già membro della commissione sociale Ces e del tavolo Cultura Digitale dell’Agid. Creatore della newsletter Contratt@innovazione dal 2010. Direttore di varie testate cartacee e on line politiche e sindacali. Ha scritto Former Russians (in russo), Letture Nansen di San Pietroburgo 2008, Dal telelavoro al Lavoro mobile, Uil 2011, Digital RenzAkt, Leolibri 2016, Renzaurazione 2018, Smartati, Goware 2020,Covid e angoscia, Solfanelli 2021, Il Male assoluto sullo schermo 2022.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti