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Referendum giustizia: come gli utenti spiegano la loro legittimità ad un sindacato di magistrati

Invece di contestare i singoli quesiti, entrando nel merito degli stessi e accettando che ognuno possa usare le leggi, anche per cambiare ciò che si vuole rimanga immobile, all’Anm scatta l’accusa della delegittimazione del semplice fatto che si raccolgano le firme per dei referendum.

di Vincenzo Donvito | 21 Giugno 2021

“Valutazione di gradimento della magistratura” per formalizzare la scarsa fiducia che sembra ci sia nei confronti della magistratura”, e per questo l’Associazione nazionale magistrati (Anm) deve fermamente reagire (1). Questo il pensiero del presidente del sindacato dei magistrati nei confronti della prossima campagna referendaria per alcune riforme (2).
Tristezza e preoccupazione. Il sindacato di alcuni amministratori di un potere dello Stato si mobilita contro la possibilità che cambino leggi che, evidentemente, per loro vanno bene come sono. E che, aggiungiamo noi semplici utenti dei loro servizi… leggi intorno alle quali alcuni magistrati hanno consolidato l’esercizio del loro potere.
Come parte in gioco, invece di contestare i singoli quesiti entrando nel merito degli stessi e accettando che ognuno possa usare le leggi per quello che sono, anche per cambiare ciò che loro vogliono rimanga immobile, all’Anm scatta l’accusa della delegittimazione del fatto in sé, che si raccolgano le firme per dei referendum.
Tristezza e preoccupazione. Anche per quando, sul banco degli imputati, ci dovesse capitare di essere da loro giudicati.
E’ proprio anche grazie a questa levata arrogante di scudi che la raccolta firme per i referendum è importante. Non per contrapporsi a questo sindacato, ma per spiegare loro che così funziona la democrazia. Che i referendum servono anche a loro che sono “solo” un potere dello Stato, servitori di questo Stato e non lo Stato assoluto. Stato fatto da tutti, anche quelli per cui sarebbe un bene cambiare:
1) Elezioni del Csm; 2) responsabilità diretta dei magistrati; 3) equa valutazione dei magistrati; 4) separazione delle carriere dei magistrati; 5) limiti agli abusi della custodia cautelare; 6) abolizione del decreto Severino.

NOTE
1 – “Il fatto stesso che si porti avanti il tema referendario sembra esprimere un giudizio di sostanziale inadeguatezza dell’impianto riformatore messo su dal Governo; e fa intendere la volonta’ di chiamare il popolo ad una valutazione di gradimento della magistratura, quasi a voler formalizzare e cristallizzare i risultati dei vari sondaggi di opinione che danno in discesa l’apprezzamento della magistratura”. “Credo che spetti all’ANM una ferma reazione a questo tipo di metodo”. Lo ha detto il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia, a proposito dei referendum sulla giustizia, parlando al Comitato direttivo centrale dell’Anm (Ansa)
2 – https://www.aduc.it/comunicato/referendum+giustizia+perche+sono+importanti+anche_32726.php


Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Pubblicato in : EditorialeTag: abolizione, aduc, democrazia, elezioni, governo, magistratura, merito, referendum, riforme, separazione, severino, valutazione

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Renato Traquandi Arezzo

    21 Giugno 2021 alle 18:07

    Da presidenzialista, militante pacciardiano fin dagli anni di Nuova Repubblica non posso che approvare questo Referendum. Negli intenti di Nuova Repubblica c’era la separazione delle carriere tra inquirente e giudicante, inquadrando la prima nel Ministero degli Interni, sotto il controllo governativo, come la Polizia ed la seconda scelta dagli elettori tra coloro che hanno i requisiti opportuni.

    Rispondi
  2. TOMMASO CAPARROTTI

    21 Giugno 2021 alle 16:48

    Ritengo che la Magistratura non sia un potere, ma una funzione dello Stato.

    Rispondi

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