Secondo Gian Antonio Stella, che per primo, sul Corriere, ha portato alla ribalta nazionale il caso, sono “quattrocento milioni di euro: 112 volte la somma dell’8 per mille distribuita nel 2008 alle organizzazioni di assistenza umanitaria”. Questo il costo del rifiuto “di inserire il referendum elettorale tra le varie consultazioni (europee, comunali, provinciali…) raggruppate nell’election-day del 6 e 7 giugno. Risultato: ci porteranno a votare molto probabilmente tre domeniche di fila.”
Il marchingegno studiato, appunto, è quello di provocare nell’elettorato nausea da voto, in modo da fare saltare il quorum necessario alla vadilità del referendum.
Ebbene: noi siamo convinti che con il referendum potrebbe, in caso di successo, venir fuori una legge elettorale ancora peggiore di quella attuale. Eppure non ci sogneremmo mai di ricorrere a trovate simili per farlo naufragare.
Sono tempi di vacche magrissime, non magre. E buttare dalla finestra tutto questo danaro produce l’effetto di screditare ulterirmente la politica, con danni, alla fine, anche per la “casta”.
E non c’è niente che fa danni quanto la stupidità e l’arroganza quando viaggiano a braccetto.
REFERENDUM FUORI DALL’ELECTION DAY VITTORIA COSTO 400 MILIONI
Ci avevano raccontato che volevano far risparmiare con le nuove leggi-truffa elettorali. E invece, pur di far naufragare un referendum (sul quale non siamo d’accordo) non esitano a farci spendere, inutilmente, ottocento miliardi delle vecchie lire.

La legge elettorale della cosiddetta 1^ Repubblica, ha funzionato bene fino al 1990, quando il pifferaio Segni (a nome di chi?) si è accorto che c’era la MAFIA ed ha proposto agli ignari cittadini, lo stravolgimento del sistema che ci ha portato a queste conseguenze. Non che non ci fossero storture, ma allora il principio era impegnare gli uomini migliori per PROGREDIRE e GOVERNARE: riforma della SCUOLA e degli accessi all’UNIVERSITA’, sviluppo dei DIRITTI “CIVILI” senza bisogno di rivendicare lo “Stato Laico”, della SANITA’, della PREVIDENZA SOCIALE, delle infrastrutture per lo sviluppo, scuole, strade, case popolari, pur con tutti i limiti e gli sprechi (culminati in un debito pubblico che ha però un controvalore).
Oggi, mancando uomini e idee, e gli ICARO raffazzonati, lottano solo per COMANDARE e sperano che il mondo lo cambi…..BARAK OBAMA: che fine misera ed ingloriosa!
Per carità, meglio così.
Si rischia di trovatrsi a modificare con un quorum inflazionato e con “taglietti” artificiali, una legge che va invece riformata, tornando alla confusione Segnana degli anni ’90.